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Quando un altopiano crolla. Le immagini della frana a Niscemi

Nel paese in provincia di Caltanissetta si è creato un costone di roccia dove sino alla scorsa settimana saliva una strada. Mille persone sono state evacuate

Redazione

Continuano i cedimenti del terreno a Niscemi, grosso centro della provincia di Caltanissetta. La frana prosegue il suo percorso, su un fronte di quattro chilometri che taglia diversi quartieri. Sono oltre mille le persone evacuate a scopo precauzionale fino a questo momento. Per centinaia di persone le abitazioni sono state dichiarate inagibili a tempo indeterminato. Da qualche ora ha ripreso anche a piovere.

La settimana scorsa il sud Italia, e in particolare la Sicilia, era stato travolto del ciclone Harry, una tempesta mediterranea che ha portato una perturbazione estrema con venti fortissimi, piogge torrenziali e mareggiate di eccezionale intensità. Il 16 gennaio c'è stata la prima frana a Niscemi, che aveva interessato un ampio settore del versante ovest dell’abitato (di circa 25 mila abitanti), come ha spiegato la Protezione civile. In quell'occasione c'era stato un primo ribassamento di circa 7 metri, con uno spostamento in direzione del fiume Maroglio.

Domenica sera è avvenuto un secondo scivolamento. Come si vede dalle immagini, si è creato un costone di roccia lungo circa mezzo chilometro, lì dove fino a sabato saliva la strada provinciale 12 (quella che collega il paese alla statale Gela-Catania). Nella notte tra domenica e lunedì, la frana "si è mossa ancora e si è estesa in direzione Gela", ha detto il capo della Protezione civile in Sicilia Salvo Cocina. Non solo, ma "l'abbassamento è aumentato da 7 a 10 metri".

"Ho sentito il ministro Musumeci, stanno preparando la delibera regionale di dichiarazione di calamità", ha detto il sindaco Massimiliano Conti. "I danni alle abitazioni e alle cose sono pesanti. Siamo un paese quasi isolato". Tutto il quartiere Sante Croci che potrebbe però essere a rischio. I tecnici comunali, quelli del dipartimento regionale della Protezione civile e gli esperti dei Vigili del Fuoco sono al lavoro per capire quanto è esteso il fronte dello smottamento e "a verificare l'eventuale correlazione tra il fenomeno franoso in atto e quello verificatosi lo scorso 16 gennaio, che ha interessato l'area di Belvedere-Canale e la strada provinciale SP12". 

Niscemi fu coinvolta da una frana simile il 12 ottobre 1997, quando la parte meridionale del centro abitato fu gravemente danneggiata e 400 persone furono evacuate. Come ricorda la Rai, trent'anni fa la procura di Caltagirone aprì un'inchiesta per disastro colposo. Indagando su abusi edilizi. Seguì un lungo contenzioso con il genio civile di Caltanissetta a suon di perizie. Contenziosi e intoppi burocratici hanno fatto perdere finanziamenti per milioni di euro e bloccato il consolidamento. Anche dopo la frana di dieci anni fa. Quello che preoccupa adesso è il percorso del movimento franoso attuale. Allora come oggi il contrasto tra la sabbia spugnosa su cui poggia Niscemi, che a sua volta insiste sull'argilla impermeabile, è una delle possibili cause della frattura, come ha spiegato al TgR Rai la geologa Giovanna Pappalardo (Unict).

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