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Benzinai in sciopero: "Adesione massiccia". Il governo convoca i sindacati

Prosegue la serrata contro il decreto sulla Trasparenza dei prezzi. Nel pomeriggio i gestori saranno al tavolo del ministero delle Imprese e del Made in Italy

Giorgio Caruso

Si sono riunite a Roma, all'Hotel Nazionale a Piazza Montecitorio, le tre sigle che rappresentano i gestori del carburanti in sciopero da ieri sera contro le misure messe in campo dal decreto legge sulla Trasparenza dei prezzi. Giuseppe Sperduti di Faib ha dichiarato l'intenzione di far terminare la serrata questa sera mentre Fegica e Figisc-Anica Confesercenti concordano nel mantenere gli impianti chiusi per 48 ore.

Durante la riunione i sindacati sono stati convocati alle 15 dal ministrero guidatao da Adolfo Urso per un nuovo tentativo di trattativa, dopo i precedenti incontri conclusi senza accordo. "La convocazione da parte del ministero va incontro alla nostra richiesta di capire come è strutturato l'emendamento“ ha dichiarato Bruno Bearzi presidente di Figisc, facendo riferimento alle proposte ricevute ieri da Urso per emendare il decreto che è all'esame della commissione Attività produttive della Camera

Intanto arrivano i primi numeri sull'adesione allo sciopero. Per la Faib l'adesione è tra l'80 e il 90 per cento dei gestori indipendenti, per la Figisc circa l'85 per cento del 50 per cento che aveva possibilità di scioperare con la conseguenza che sono chiusi il 36 per cento degli impianti. La Fegica precisa che, al netto degli impianti che devono restare aperti per garantire i servizi pubblici essenziali e dei distributori gestiti direttamente dalle compagnie petrolifere e dai retisti indipendenti, secondo i primi dati l'adesione dei gestori risulta "come previsto, assolutamente massiccia", tanto da segnare un dato medio intorno all'89 per cento su base nazionali, con punte oltre il 90 in alcune zone del paese. Lo sciopero dovrebbe terminare nella serata di domani, 26 gennaio. Per rispetto dei servizi pubblici essenziali il 12,5 per cento dei distributori di viabilità ordinaria devono comunque garantire il servizio - circa 2.500 impianti - mentre sull'autostrada sono obbligate a restare aperte un'area di servizio ogni 100 chilometri. 

 

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