Ucraina, la sinistra in piazza a Firenze. Ma sulle armi resta divisa. Zelensky: "No fly zone subito"

Landini resta critico sull'invio di strumenti militari mentre Speranza glissa. Ma Letta, Renzi e Calenda appoggiano le decisioni del governo. Applausi e commozione per il collegamento del presidente ucraino

Gianluca De Rosa

Prima le note di Tears in the Heaven di Eric Clapton e La libertà di Giorgio Gaber, poi i 17 rintocchi di campane, come i giorni passati dall’inizio della guerra, e l’applauso della piazza. Così è iniziata la manifestazione contro il conflitto in Ucraina in piazza Santa Croce a Firenze. L’evento, “Cities stand with Ukraine” organizzato da Dario Nardella, sindaco del capoluogo toscano e presidente di Eurocities, l’associazione che riunisce più di 200 comuni europei con più di 250mila abitanti, si svolge in concomitanza con presidi in diversi città d’Europa. Sulla piazza, pienissima, sventolano le bandiere del Pd, dei sindacati (Uil e Cisl soprattutto), gli arcobaleni della pace e sparute bandiere ucraine. 


Dopo la manifestazione pacifista, e contro l’invio di armi in Ucraina, promossa settimana scorsa a piazza San Giovanni a Roma da Cgil, Anpi e sinistra italiana alla quale il Pd non ha partecipato, la sinistra torna unita nella stessa piazza. Alla spicciolata arrivano il segretario del Pd Enrico Letta (accolto dal governatore Toscano Eugenio Giani con una bandiera della pace avvolta sulla schiena), i presidenti dem di Lazio e Emilia Romagna Nicola Zingaretti e Stefano Bonaccini, il sindaco di Roma Roberto Gualtieri. Ma non c’è solo il Pd. In piazza c’è anche il leader di Italia viva Matteo Renzi, quello di Azione Carlo Calenda, gli esponenti di +Europa Riccardo Magi e Benedetto Della Vedova. Per il M5S non c’è invece Giuseppe Conte (ha partecipato alla manifestazione di Napoli organizzata dal sindaco Gaetano Manfredi), ma c’è l’ex ministro della Giustizia Alfonso Bonafede.

Dopo piazza San Giovanni invece tornano in piazza anche i sindacati, il segretario della Cgil Maurizio Landini è tra i primi ad arrivare. Il palco non c’è, ed è un bene. Si parla da una location molto più suggestiva. Il sagrato della chiesa di Santa Croce. Parlano l’ambasciatore ucraino Yaroslav Melnyk, l’ex premier finlandese Alex Stubb, ma soprattutto, nonostante alcune difficoltà tecniche, il presidente ucraino Vlodomyr Zelensky. “Se l’Europa vuole aiutarci deve proseguire con le sanzioni e spingere per la no fly zone”, dice in collegamento. Enrico Letta, unico tra i leader che ha deciso di seguire la manifestazione in mezzo alla folla, applaude entusiasta e immortala con lo smartphone il momento.

 

 

Nella piazza però non tutti sono d’accordo su come sostenere l'Ucraina. Il segretario, come gran parte del Pd, Renzi e Calenda dicono tutti più o meno la stessa cosa. “Aiutare l’Ucraina e spingere per la fine del conflitto oggi significa anche mandare le armi”. Parole molto diverse sono state pronunciate dal segretario generale della Cgil Maurizio Landini, che ripete di essere contrario “all’invio di armi”, ma anche dal ministro della Sanità ed esponente di Leu Roberto Speranza che glissa sulle domande dei cronisti e ripete soltanto: “L’obiettivo è la pace, bisogna fermare le armi”. 

“Siamo qui per gridare insieme ciò che ci unisce e non ciò che ci distingue”, dice dal sagrato di Santa Croce Nardella, dando il senso della giornata.