Ansa
Contro Mastro Ciliegia
Olimpiadi per diversamente altoatesini
In attesa delle gare, le interviste a Deborah Compagnoni e Gustav Thöni risvegliano la nostalgia per i tempi d'oro di Tomba. La scoperta della mondanità e sogni diversi da quelli di oggi
Finalmente sono arrivate, le Olimpiadi d’inverno e neve, se ce n’è, e in attesa delle gare, che almeno la piantiamo di parlare dell’Ice, come ogni paese per vecchi che si rispetti i giornali fanno operazione nostalgia. Divertente l’intervista ieri di Rep. a Deborah Compagnoni, che racconta del suo amico Alberto Tomba, l’eterna Bomba, che oramai non sa più in che lingua spiegare: “In verità ero timido”. Le chiedono: “Perché è impossibile dimenticare l’epoca d’oro di Tomba & Compagnoni?”. Forse perché erano anni allegri, soprattutto quelli di Tomba, e sport voleva dire per la prima volta girare il mondo e vedere la mondanità. Ma ieri l’intervista più bella sul Corriere era a Gustav Thöni che ormai ha 74 anni, tre figlie e dodici nipoti e non s’è mai mosso da Trafoi. Un nonno saggio, antropologia diversamente olimpica. Racconta di Tomba: “Siamo molto amici. Oggi penso che gli manchi una famiglia. Mi dispiace. Io glielo dicevo ogni tanto: ‘Devi fare i tombini!’. Ma non ha mai funzionato”. Parla di Sinner. Che rapporto avete? “Nessuno”. In che senso? “Lui vive in un altro mondo”. Lui è andato a vivere a Montecarlo… “Noi non ne avevamo bisogno. Prendevamo la coppa e tanti saluti. Una volta mi regalarono due televisori, ma qui non c’era il ripetitore: non funzionavano”. Sogni diversi.
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C'era un paese in coma
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