Ansa

Contro Mastro Ciliegia

Olimpiadi per diversamente altoatesini

Maurizio Crippa

In attesa delle gare, le interviste a Deborah Compagnoni e Gustav Thöni risvegliano la nostalgia per i tempi d'oro di Tomba. La scoperta della mondanità e sogni diversi da quelli di oggi

Finalmente sono arrivate, le Olimpiadi d’inverno e neve, se ce n’è, e in attesa delle gare, che almeno la piantiamo di parlare dell’Ice, come ogni paese per vecchi che si rispetti i giornali fanno operazione nostalgia. Divertente l’intervista ieri di Rep. a Deborah Compagnoni, che racconta del suo amico Alberto Tomba, l’eterna Bomba, che oramai non sa più in che lingua spiegare: “In verità ero timido”. Le chiedono: “Perché è impossibile dimenticare l’epoca d’oro di Tomba & Compagnoni?”. Forse perché erano anni allegri, soprattutto quelli di Tomba, e sport voleva dire per la prima volta girare il mondo e vedere la mondanità. Ma ieri l’intervista più bella sul Corriere era a Gustav Thöni che ormai ha 74 anni, tre figlie e dodici nipoti e non s’è mai mosso da Trafoi. Un nonno saggio, antropologia diversamente olimpica. Racconta di Tomba: “Siamo molto amici. Oggi penso che gli manchi una famiglia. Mi dispiace. Io glielo dicevo ogni tanto: ‘Devi fare i tombini!’. Ma non ha mai funzionato”. Parla di Sinner. Che rapporto avete? “Nessuno”. In che senso? “Lui vive in un altro mondo”. Lui è andato a vivere a Montecarlo… “Noi non ne avevamo bisogno. Prendevamo la coppa e tanti saluti. Una volta mi regalarono due televisori, ma qui non c’era il ripetitore: non funzionavano”. Sogni diversi.

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  • Maurizio Crippa
  • "Maurizio Crippa, vicedirettore, è nato a Milano un 27 febbraio di rondini e primavera. Era il 1961. E’ cresciuto a Monza, la sua Heimat, ma da più di vent’anni è un orgoglioso milanese metropolitano. Ha fatto il liceo classico e si è laureato in Storia del cinema, il suo primo amore. Poi ci sono gli amori di una vita: l’Inter, la montagna, Jannacci e Neil Young. Lavora nella redazione di Milano e si occupa un po’ di tutto: di politica, quando può di cultura, quando vuole di chiesa. E’ felice di avere due grandi Papi, Francesco e Benedetto. Non ha scritto libri (“perché scrivere brutti libri nuovi quando ci sono ancora tanti libri vecchi belli da leggere?”, gli ha insegnato Sandro Fusina). Insegue da tempo il sogno di saper usare i social media, ma poi grazie a Dio si ravvede.

    E’ responsabile della pagina settimanale del Foglio GranMilano, scrive ogni giorno Contro Mastro Ciliegia sulla prima pagina. Ha una moglie, Emilia, e due figli, Giovanni e Francesco, che non sono più bambini"