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Contro mastro ciliegia

Banksy a martello

Maurizio Crippa

Il “misterioso” artista ha disegnato un giudice in parrucca che prende a martellate un manifestante a terra sulla strada. La giustizia come brutalità rimanda agli arresti degli aderenti a Palestine Action, gruppo considerato terrorista dal governo britannico

Con la non più travolgente sorpresa, con il non più misterioso talento di Mr. Banksy, avevamo chiuso i conti già da tempo. Da quando, nei suoi stencil, di imprevedibile è rimasto solo il luogo d’apparizione, non la forza iconica del ribaltamento. Sulla capacità della Royal Courts of Justice di sorvegliare sé stessa, in difesa della giustizia di tutti, avremo scommesso un penny di più. Che il nuovo murale di Banksy sia comparso proprio lì, sul suo muro, lascia un po’ increduli. Il “misterioso” artista che colpisce e fugge, senza che nessuna telecamera sullo Strand lo abbia inquadrato, sembra un telefilm di Zorro in bianco e nero. Ma il messaggio è il medium, e il messaggio stalvolta è un giudice in parrucca che prende a martellate un manifestante a terra sulla strada. La giustizia come brutalità rimanda agli arresti degli aderenti a Palestine Action, un gruppo che il governo del Regno Unito ritiene terrorista. Banksy, se mai lo è stato, da tempo immemorabile non è più una figura misteriosa: è il condensato molto leggibile dell’opinione pubblica, marchio di un luogo comune adatto appunto ai luoghi comuni. Il luogo comune è che Palestine Action sia vittima di un regime dittatoriale, che però ha sede nel più antico e nobile tribunale d’Europa. La banalità dello stancil.

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  • Maurizio Crippa
  • "Maurizio Crippa, vicedirettore, è nato a Milano un 27 febbraio di rondini e primavera. Era il 1961. E’ cresciuto a Monza, la sua Heimat, ma da più di vent’anni è un orgoglioso milanese metropolitano. Ha fatto il liceo classico e si è laureato in Storia del cinema, il suo primo amore. Poi ci sono gli amori di una vita: l’Inter, la montagna, Jannacci e Neil Young. Lavora nella redazione di Milano e si occupa un po’ di tutto: di politica, quando può di cultura, quando vuole di chiesa. E’ felice di avere due grandi Papi, Francesco e Benedetto. Non ha scritto libri (“perché scrivere brutti libri nuovi quando ci sono ancora tanti libri vecchi belli da leggere?”, gli ha insegnato Sandro Fusina). Insegue da tempo il sogno di saper usare i social media, ma poi grazie a Dio si ravvede.

    E’ responsabile della pagina settimanale del Foglio GranMilano, scrive ogni giorno Contro Mastro Ciliegia sulla prima pagina. Ha una moglie, Emilia, e due figli, Giovanni e Francesco, che non sono più bambini"