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Contro mastro ciliegia

Le “politiche razzializzanti” di Soumahoro, sociologia ideologica e improbabilie

Maurizio Crippa

Avevamo smesso di occuparci della sua breve promessa ai tempi del "diritto al lusso" e altri pasticci. Ora è tornato con le accuse al decreto Cutro: parole decostruite e scemenze varie

Avevamo smesso da tempo di interessarci a vita, idee e attività politica di Aboubakar Soumahoro, oggi calderonista del Gruppo misto. Avevamo smesso da quando, dopo un breve periodo in cui aveva dato l’impressione di potersi prendere la scena antagonista alla destra che aveva stravinto le elezioni – l’arrivo in Parlamento con gli stivali di gomma il punto più alto dell’avventura – era finito a occuparsi di cattive politiche e beghe famigliari come nemmeno un deputato berlusconiano dei tempi d’oro, e s’era affannato a mettere ordine in quantomeno rivedibili attività socioeconomiche. S’era intorcinato in spiegazioni e autodifese, fino allo zenit dell’implausibile “diritto al lusso”. Lì c’eravamo fermati, per noia.

 

Ora però, il deputato Soumahoro ha richiamato nuovamente l’attenzione. Durante il dibattito sul “decreto Cutro”, se n’è uscito accusando il governo di perseguire “politiche razzializzanti”. Sul decreto, poteva accusare il governo di qualsiasi cosa. E avrebbe avuto magari ragione. Ma razzializzanti è parola eccessivamente decostruita attraverso cui le teorie sociologiche e linguistiche credono di esorcizzare “pratiche discorsive” che servirebbero appositamente a creare razzismo istituzionale. Insomma, una scemenza. Meglio il diritto al lusso.

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  • Maurizio Crippa
  • "Maurizio Crippa, vicedirettore, è nato a Milano un 27 febbraio di rondini e primavera. Era il 1961. E’ cresciuto a Monza, la sua Heimat, ma da più di vent’anni è un orgoglioso milanese metropolitano. Ha fatto il liceo classico e si è laureato in Storia del cinema, il suo primo amore. Poi ci sono gli amori di una vita: l’Inter, la montagna, Jannacci e Neil Young. Lavora nella redazione di Milano e si occupa un po’ di tutto: di politica, quando può di cultura, quando vuole di chiesa. E’ felice di avere due grandi Papi, Francesco e Benedetto. Non ha scritto libri (“perché scrivere brutti libri nuovi quando ci sono ancora tanti libri vecchi belli da leggere?”, gli ha insegnato Sandro Fusina). Insegue da tempo il sogno di saper usare i social media, ma poi grazie a Dio si ravvede.

    E’ responsabile della pagina settimanale del Foglio GranMilano, scrive ogni giorno Contro Mastro Ciliegia sulla prima pagina. Ha una moglie, Emilia, e due figli, Giovanni e Francesco, che non sono più bambini"