Contro mastro ciliegia

Il ginocchio di Zaniolo e il calcio da dare alla malinconia

Maurizio Crippa

Che il fortissimo giovane giocatore della Roma possa riuscire a essere il futuro fuoriclasse che tutti sognano diventi

Ginocchi e rimpianti. I fratelli Bauscia hanno la memoria malinconica e lunga, e si ricordano con dolceamaro rimpianto del loro Ronaldo, inteso il Fenomeno, troppo veloce per il futebol e per le sue stesse articolazioni, pur sempre umane, quando il ginocchio gli fece crack. Tornò, e fu azzardo o colpa o destino, furono una manciata di minuti e poi ancora un urlo e un crack, lo stesso ginocchio. Tornò ancora, anzi se ne andò, raddoppiando la malinconia, e vinse ancora e tanto, ma non era più lo stesso Speedy Gonzales sorridente di prima. Anche i ginocchi di Nicolò Zaniolo, fortissimo e bello e biondo e di ventun anni, hanno fatto crack. Prima uno poi l’altro, l’altra sera in Nazionale quello sinistro. E così la malinconia che sia andato via non conta niente, solo una storia tutta bauscia. Ma viene invece da dire, di cuore, e da sperare che la malinconia svapori presto via, e non sia di tutti, di tutti gli italiani che amano il calcio, oltre che la sua personale, il suo dolore ragazzo. Che i suoi ginocchi tornino com’erano e come dovrebbero essere quelli dei giovani eroi. E lui possa essere il futuro fuoriclasse che tutti sognano diventi, e fare le sue giocate di prestigio e le sue mattane dentro e fuori dal campo per cui è pure famoso. Lui e il bel personaggio che già è, lui e la sua appariscente mamma che l’ha trasformato in campione dei social prima ancora che diventasse un campione del campo. Long may you run, Nicolò Zaniolo.

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  • Maurizio Crippa
  • "Maurizio Crippa, vicedirettore, è nato a Milano un 27 febbraio di rondini e primavera. Era il 1961. E’ cresciuto a Monza, la sua Heimat, ma da più di vent’anni è un orgoglioso milanese metropolitano. Ha fatto il liceo classico e si è laureato in Storia del cinema, il suo primo amore. Poi ci sono gli amori di una vita: l’Inter, la montagna, Jannacci e Neil Young. Lavora nella redazione di Milano e si occupa un po’ di tutto: di politica, quando può di cultura, quando vuole di chiesa. E’ felice di avere due grandi Papi, Francesco e Benedetto. Non ha scritto libri (“perché scrivere brutti libri nuovi quando ci sono ancora tanti libri vecchi belli da leggere?”, gli ha insegnato Sandro Fusina). Insegue da tempo il sogno di saper usare i social media, ma poi grazie a Dio si ravvede.

    E’ responsabile della pagina settimanale del Foglio GranMilano, scrive ogni giorno Contro Mastro Ciliegia sulla prima pagina. Ha una moglie, Emilia, e due figli, Giovanni e Francesco, che non sono più bambini"