cerca

Se i lettori-elettori credono a noi, la colpa è loro

L’idea dell’Agcom di obbligare i giornalisti a dichiarare l’appartenenza politica per poter adire ai confronti in tv è insulsa

13 Gennaio 2018 alle 06:00

Se i lettori-elettori credono a noi, la colpa è loro

Un dibattito televisivo tra Romano Prodi, Silvio Berlusconi e Umberto Bossi nel 1996 (LaPresse)

Al Foglio facciamo sempre un gioco, prima delle elezioni: pubblichiamo le dichiarazioni di voto dei foglianti. Non è obbligatorio, ed è ovviamente garantita la deliziosa facoltà di mentire. Ma è un’iniziativa istruttiva, e divertente, per due motivi. Uno, è un modo per certificare, contro certi babbei, che si può essere bravi giornalisti anche essendo politicamente di parte. Due, ai tempi in cui eravamo berlusconiani risultava poi che la maggioranza della redazione non lo era. Ai tempi che eravamo antiabortisti non mi ricordo, ma suppongo andasse allo stesso modo. Altra dimostrazione che l’unica cosa che conta è quel che si scrive, sui giornali. L’ideona dell’Agcom, ente più inutile e dannoso del Cnel, di obbligare i giornalisti a dichiarare l’appartenenza politica per poter adire ai confronti in tv è insulsa per due motivi. Uno, non si può obbligare nessuno a dire per chi vota. Due, se l’intendimento è rendere esplicito il fatto che non esistono giornalisti neutrali, beh, noi della premiata gang lo abbiamo sempre saputo e detto. A parte forse qualche immancabile pirla che si atteggia all’inglese: ce n’è in ogni redazione, spesso ai piani alti. Il problema, se all’Agcom ragionassero, è un altro: sono i lettori-telespettatori-elettori che forse non lo sanno, e continuano a bersi di tutto pensando di assorbire Imparziali Verità. Che cittadini così inadeguati esistano davvero, e siano maggioranza, lo si evince empiricamente dal modo in cui poi votano a cazzo. Ma che vogliono da noi, la nostra tessera di partito? Si informassero.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Commenti all'articolo

  • tamaramerisi@gmail.com

    tamaramerisi

    13 Gennaio 2018 - 11:11

    Il MoViMento (che per me non essendo un Partito occupa illegalmente il Parlamento Italiano, ma tant'è) sta arrivando al Governo, avendo percorsa a gran velocità l'unica grande opera pubblica completata dal 1992, al posto del Ponte su Messina: l'Autostrada Giudiziaria Comica (che passerà alla storia coll'acronimo AGiCom - per scelta dell'acronimo stesso, dopo cambiato orientamento, sessuale prima che politico). L'ultimo chilometro è un trionfo di Tito, un viaggio in Ferrari (targata Casaleggio) sparati a 300KmH in barba a leggi e regolamenti autostradali validi altrove (ma non sulla AGiCom): M5s ha imposto la schiavitù dei cervelli. Mica a Istanbul o a Teheran. In Italia, nazione di Dante Pascoli Petrarca Leopardi Galileo Verri Vico Mazzini Paganini Monteverdi. Oddio alla Casa Bianca non c’è un Lincoln2. Pagliuzza! Pizza col bollino Unesco, e carceri piene di innocenti: questa è la trave, l'arco di Trionfo (ricordate la doppia a colori dell'Espresso del monumentale Borrelli a cavallo?)

    Report

    Rispondi

Servizi