Melania Trump (foto LaPresse)

Ahi, Melania

Maurizio Crippa
E alla fine è arrivata. Persino vergognosamente candida. Declinata secondo la strabiliante scala di rilevanza attribuitale dai giornali e dai siti, non soltanto quelli italiani: la prima ad aver posato nuda; la prima ad aver fatto l’indossatrice di intimo; la prima ad arrivare da un paese dell’èra comunista; la prima straniera; la prima non madrelingua.

E alla fine è arrivata. Persino vergognosamente candida. Declinata secondo la strabiliante scala di rilevanza attribuitale dai giornali e dai siti, non soltanto quelli italiani: la prima ad aver posato nuda; la prima ad aver fatto l’indossatrice di intimo; la prima ad arrivare da un paese dell’èra comunista; la prima straniera; la prima non madrelingua. Si potrebbe aggiungere: la prima ad avere un marito sessuomane conclamato prima ancora di essere entrato nello Studio Ovale; la prima ad aver fatto copia-incolla del discorso di un’altra moglie. La prima di cui, con ogni evidenza, non si può dire altro, e niente di bene. Perché, con ogni evidenza, non ha sotto due palle così in studi legali come la mancata vincitrice, o la ex First.

 

Contro Melania Trump si è dispiegato nei mesi scorsi un odio sociale, e largamente donnesco (femminile o femminista sono parole inadatte), di cui fa fede per tutte un’articolessa spocchiosa, razzista e insultante di Maria Laura Rodotà (tà-tà) durante l’estate. Bene, adesso la First Lady è arrivata, la signora Melania Trump. Bellissima. E’ la miglior nemesi, al femminile, di una campagna elettorale apporcinata sul sesso altrui. E non farà biscottini né discorsi, e se la terranno, odiatori e odiatrici. Gli sta bene. E poi, non fate finta, rodotarie varie, avrete da divertirvi. Ma quattro anni a strillare “vergogna”, vi si seccherà la lingua. 

Di più su questi argomenti:
  • Maurizio Crippa
  • "Maurizio Crippa, vicedirettore, è nato a Milano un 27 febbraio di rondini e primavera. Era il 1961. E’ cresciuto a Monza, la sua Heimat, ma da più di vent’anni è un orgoglioso milanese metropolitano. Ha fatto il liceo classico e si è laureato in Storia del cinema, il suo primo amore. Poi ci sono gli amori di una vita: l’Inter, la montagna, Jannacci e Neil Young. Lavora nella redazione di Milano e si occupa un po’ di tutto: di politica, quando può di cultura, quando vuole di chiesa. E’ felice di avere due grandi Papi, Francesco e Benedetto. Non ha scritto libri (“perché scrivere brutti libri nuovi quando ci sono ancora tanti libri vecchi belli da leggere?”, gli ha insegnato Sandro Fusina). Insegue da tempo il sogno di saper usare i social media, ma poi grazie a Dio si ravvede.

    E’ responsabile della pagina settimanale del Foglio GranMilano, scrive ogni giorno Contro Mastro Ciliegia sulla prima pagina. Ha una moglie, Emilia, e due figli, Giovanni e Francesco, che non sono più bambini"