Donne che odiano le donne. Rodotà Vs Melania

Maurizio Crippa
Non sono americano e non sono nemmeno un trumpista triviale, o almeno non mi è mai sembrato. Non più di tanto. Ma non ho mai avuto nulla da ridire sulle modelle di biancheria intima. Fanno parte di quei dettagli piacevoli che la vita regala e che mettono per qualche istante di buonumore.
Non sono americano e non sono nemmeno un trumpista triviale, o almeno non mi è mai sembrato. Non più di tanto. Ma non ho mai avuto nulla da ridire sulle modelle di biancheria intima. Fanno parte di quei dettagli piacevoli che la vita regala e che mettono per qualche istante di buonumore. Però, francamente, mi mettono più allegria, anzi mi fanno proprio ridere, certe sussiegose signore di buona famiglia e di giuste letture, consacrate ai toni acidini della bella scrittura. Maria Laura Rodotà, ad esempio. Sul Corriere sghignazza sull’eventualità che, vincesse The Donald, l’America si troverebbe con la first lady Melania, che è stata indossatrice di intimo. Anzi “la prima ad aver vissuto a Milano in quanto modella”, il che per lady Rodotà vale come aver fatto la kapò. Peggio: la seconda first lady straniera, e la prima non madrelingua. E’ slovena e vive in un villone di Palm Beach, la sciagurata. Non sono americano, ma non so perché dovrebbe essere più augurabile, agli americani, avere una first lady corrispondente in lingue estere, o docente di Semiotica di Harvard. Aver fatto l’indossatrice è un lavoro come un altro, ce n’è di intellettualmente più penalizzanti. A meno che, in ossequio alla nouvelle vague corrierista, dopo gli sputazzi alla Brexit e al suffragio universale, Rodotà non abbia preso a schifo anche quel che decide di votare la miglior democrazia del mondo. Piuttosto delle risatine a culo di gallina, voterei persino io il buonumore delle modelle di intimo.
  • Maurizio Crippa
  • "Maurizio Crippa, vicedirettore, è nato a Milano un 27 febbraio di rondini e primavera. Era il 1961. E’ cresciuto a Monza, la sua Heimat, ma da più di vent’anni è un orgoglioso milanese metropolitano. Ha fatto il liceo classico e si è laureato in Storia del cinema, il suo primo amore. Poi ci sono gli amori di una vita: l’Inter, la montagna, Jannacci e Neil Young. Lavora nella redazione di Milano e si occupa un po’ di tutto: di politica, quando può di cultura, quando vuole di chiesa. E’ felice di avere due grandi Papi, Francesco e Benedetto. Non ha scritto libri (“perché scrivere brutti libri nuovi quando ci sono ancora tanti libri vecchi belli da leggere?”, gli ha insegnato Sandro Fusina). Insegue da tempo il sogno di saper usare i social media, ma poi grazie a Dio si ravvede.

    E’ responsabile della pagina settimanale del Foglio GranMilano, scrive ogni giorno Contro Mastro Ciliegia sulla prima pagina. Ha una moglie, Emilia, e due figli, Giovanni e Francesco, che non sono più bambini"