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Agli Oscar sarà Paul Thomas Anderson contro Josh Safdie

Mariarosa Mancuso

Hollywood vedrà sfidarsi due colossi della regia e due attori leggendari. Ai Golden Globe intanto la competizione è infuocata, con il drammatico "Frankestein" di Del Toro pronto a dominare, mentre Clhoe Zhao rischia di sprofondare con il suo "Hamlet"

I Golden Globe saranno assegnati – per la gioia dei vincitori e il molto sorridente disappunto degli sconfitti, che poi andranno a piangere con i congiunti – domenica 11 gennaio. Per noi quasi lunedì, sono in diretta da Los Angeles. Novità di quest’anno – oltre alle solite liste che più o meno tutti compilano, e nessuno va mai a controllare per misurare lo scollamento – è stato scelto ufficialmente un Prediction Market Partner. Polymarket, così si chiama la ditta: per la prima volta nella storia del premio – assegnato dai critici stranieri a Hollywood, a torto considerati preveggenti in materia di Oscar, oltre che più sofisticati nelle loro scelte – fornirà in tempo reale dati e informazioni sull’ecosistema. Parola loro, l’ecosistema: viene da dire che anche in questa premiazione i commenti e la vox populi cominceranno a contare più dei vincitori. L’obiettivo – altre parole loro – sarebbe “unire il dibattito culturale con le ricerche di mercato”. Prenotiamo un posto in prima fila, e una vasca di popcorn per maggiore godimento. Nell’attesa, scorriamo le ultime previsioni. Fermo restando che la grande lotta, come sempre distinta tra film drammatici e tutto il resto, si giocherà tra “Una battaglia dopo l’altra” di Paul Thomas Anderson con Leonardo DiCaprio, e “Marty Supreme” di Josh Safdie con Timothée Chalamet. Come all’Oscar che seguirà (nomination il 22 gennaio e premiazione il 15 marzo) i due film combattono l’uno contro l’altro, entrambi qui gareggiano nella categoria “Musical or Comedy”. Il nostro cuore è diviso, sono due film strepitosi con due grandissimi attori di due diverse generazioni (DiCaprio riconosciuto come tale con la maturità, Chalamet ha compiuto 30 anni lo scorso dicembre). Più facile scegliere nella categoria “miglior film drammatico”. C’è il “Frankenstein” di Guillermo del Toro, che merita il suo globo dorato, e soprattutto c’è da evitare il pessimo “Hamlet” di Chloe Zhao: se un regista maschio avesse maltrattato William Shakespeare come fa la regista femminista di “Nomadland” sarebbe stato fucilato sul posto. Nella categoria attrici drammatiche c’è ovviamente Jessie Buckley – la moglie di Shakespeare in “Hamnet”, che a noi non piace fin dal film di Maggie Gyllenhaal “La figlia oscura” (tratto da Elena Ferrante, la mediocrità le fa e poi le accoppia). E’ in gara con Julia Roberts, nel film “After the Hunt” di Luca Guadagnino. Nella categoria “musical o commedia”, c’è Chase Infiniti, brava perfino in un film di guerriglia come “Una battaglia dopo l’altra”. Per i maschi, si torna alla casella di partenza: uno scontro diretto tra DiCaprio e Chalamet. La presenza tra loro di George Clooney, per il sopravvalutato “Jay Kelly” del finora amato Noah Baumbach, è scandalosa. Da raccomandato di ferro.

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