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Ai russi la “morte di Stalin" non fa ridere

Mosca blocca la distribuzione nel paese della commedia del regista Iannucci “The death of Stalin”. A ottobre, quando era uscito nel Regno Unito, avevano parlato di “russofobia” 

23 Gennaio 2018 alle 20:51

Ai russi la “morte di Stalin" non fa ridere

Una scena del film The Death of Stalin

I russi non potranno vedere il film “The Death of Stalin” (uscito in Italia con il titolo “Morto uno Stalin se ne fa un altro”). Almeno per ora. La decisione è stata presa dopo un'anteprima riservata alle istituzioni e ai vertici dell'industria cinematografica russa che, scrive la Bbc, non hanno gradito la satira del regista Armando Iannucci.

 

Non è una notizia inattesa. Già a ottobre, quando il film era uscito nel Regno Unito, avevamo scritto sul Foglio che, nonostante l'accoglienza entusiasta del pubblico e della critica d'oltremanica, da Mosca erano subito partite accuse di “russofobia”. Ora si è passati ai fatti.

   

In Inghilterra un film fa ridere gli inglesi e innervosire i russi

“The Death of Stalin” piace molto oltremanica, ma da Mosca viene accusato di russofobia. Gli autori del film commentano l’attualità politica e dicono: teniamocela stretta, la democrazia

   

Il film doveva uscire nella sale con il divieto ai minori di 18 anni, ma il ministro della Cultura ha informato il distributore che la licenza è stata ritirata. Non è chiaro se esistano ancora dei margini di trattativa. Parlando con il Guardian il regista Iannucci ha detto di essere fiducioso che il film possa ancora essere proiettato nei cinema (“Tutti i russi ai quali lo abbiamo fatto vedere, compresa la stampa russa, lo hanno apprezzato e dicono due cose: è divertente, ma è vero”). 

 

MORTO STALIN SE NE FA UN ALTRO

Di Armando Iannucci, con Steve Buscemi, Jeffrey Tambor, Olga Kurylenko, Michael Palin

 

 

Il problema è che le istituzioni la pensano molto diversamente. Yelena Drapeko, vicepresidente della commissione per la Cultura del Parlamento, ha dichiarato alla Rbk di “non aver mai visto nulla di così disgustoso”. Yury Polyakov, membro del consiglio consultivo del ministero della Cultura, ha parlato di “guerra ideologica”.

  

Come se non bastasse a febbraio ricorre l'anniversario della vittoria russa contro la Germania nazista, nella battaglia di Stalingrado del 1943. Protagonista della battaglia il maresciallo Georgy Zhukov, che nella commedia di Iannucci viene interpretato da Jason Isaacs. La figlia del maresciallo Zhukov è uno dei 21 firmatari di una lettera aperta al ministro della Cultura, Vladimir Medinsky, che contiene lamentele contro il film, giudicato – a loro avviso – una parodia della storia del paese che denigra i russi che hanno combattuto i nazisti.

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Commenti all'articolo

  • Giovanni

    24 Gennaio 2018 - 12:12

    Devo dire che concordo con i russi. Stalin si tramuto poi in un mostro ma fu anche il vero artefice della sconfitta della Germania nazista. A ciò si aggiunga che mi sembra di cattivo gusto che un paese, l'Italia che era alleato dei nazisti e che partecipò al tentativo di invasione dell'Unione Sovietica faccia dell'ironia sul personaggio che comunque lo si veda è per il popolo russo colui che fece battere in ritirata tedeschi e italiani. Farebbe Iannucci una parodia su Maometto? Credo proprio di no.

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  • iksamagreb@gmail.com

    iksamagreb

    24 Gennaio 2018 - 10:10

    C'è qualche persona paziente, oltre che intelligente ed intellettualmente onesta, che in due sbrigative parole faccia capire a un cretino come me che quegli anni li ha vissuti, perché oggi bisogna ovviamente ridere di Stalin? Ne sarei veramente grato.

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  • iksamagreb@gmail.com

    iksamagreb

    23 Gennaio 2018 - 21:09

    Già. E' ora di estrarre dalla borsetta la nostra boccetta carica di "imbecillità democratica" e spruzzare un po' di "diritto di satira" su questi trogloditi di russi, che si sveglino un po'. Ma se fossi russo, anch'io m'incazzerei di brutto, per principio. Invece sono italiano e basta. Ma "NON-sono-Iannucci".

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