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Editoriali
Sul genocidio il Papa parla chiaro
“Chiediamo un mondo senza più antisemitismo”, dice Leone XIV
A volte, basta contestualizzare un discorso per evitare strumentalizzazioni, incidenti diplomatici, strascichi infiniti, come quelli che si sono visti negli ultimi anni tra la Santa Sede e Israele dopo il pogrom del 7 ottobre 2023. Ieri mattina, al termine dell’udienza generale, il Papa ha voluto ricordare la Giornata della memoria celebrata il giorno prima: “Ieri ricorreva la Giornata internazionale di commemorazione in memoria delle vittime dell’Olocausto, che ha dato la morte a milioni di ebrei e a numerose altre persone. In questa annuale occasione di doloroso ricordo, chiedo all’Onnipotente il dono di un mondo senza più antisemitismo e senza più pregiudizio, oppressione e persecuzione per alcuna creatura umana. Rinnovo il mio appello alla comunità delle nazioni affinché sia sempre vigilante, così che l’orrore del genocidio non si abbatta più su alcun popolo e si costruisca una società fondata sul rispetto reciproco e sul bene comune”.
Nessun distinguo, nelle parole del Pontefice, nessun “ma anche”: come ha detto Liliana Segre, non si può usare Gaza contro il Giorno della memoria. Leone XIV, senza citare Gaza, esprime il medesimo concetto, rimarcando con chiarezza che questo è un mondo in cui l’antisemitismo esiste ancora (e ogni giorno è sempre più forte, soprattutto in Europa ma anche negli Stati Uniti) e che quello che si è ricordato due giorni fa è stato un “genocidio” connotato da “orrore”.
Già martedì, sul proprio profilo X, il Papa aveva scritto che “oggi, Giornata della Memoria, vorrei ricordare che la Chiesa rimane fedele alla posizione ferma della Dichiarazione ‘Nostra Aetate’ contro tutte le forme di antisemitismo e respinge qualsiasi discriminazione o molestia per motivi etnici, di lingua, nazionalità o religione”. In tempi come questi, con il rapporto tra cattolicesimo ed ebraismo ai minimi storici, non sono parole di circostanza. Sono passi fondamentali per ristabilire un clima di fiducia reciproca.