Editoriali

Quel che Spadaro dimentica sul Papa e sulla guerra in Ucraina

Redazione

“Il Pontefice non è un politico”, dice il direttore della Civiltà Cattolica sul rapporto tra Francesco e il conflitto scatenato da Putin. Ma la frase sulla Nato che abbaia chi l’ha detta?

Non ci sarà alcuna mediazione della Santa Sede nella guerra fra la Russia e l’Ucraina. A mettere la pietra tombale su una possibilità (peraltro da sempre remota) è stato il portavoce di Volodymyr Zelensky, Mikhaylo Podolyak: “Nessun ruolo di mediazione per il Papa, è filorusso, non è credibile”. Che i rapporti tra Francesco e Kyiv siano burrascosi non è una novità e di certo il “dialogo sincero e diretto” dei giorni scorsi con i vescovi della Chiesa greco-cattolica ricevuti a Roma ha chiarito le posizioni dopo le incomprensioni forti degli ultimi tempi. Ma non ha risolto alcunché, come si capiva dai comunicati diffusi dalla Sala stampa vaticana e dai presuli ucraini. Troppi ostacoli sul terreno di cui anche l’inviato speciale del Papa, il cardinale Matteo Zuppi, realisticamente ha preso atto. Ma anche diversi errori da parte del Pontefice, che con le sue numerose interviste ha portato tanta acqua al mulino dell’ufficio di Podolyak. A difendere Francesco è intervenuto ieri sui social padre Antonio Spadaro, direttore della Civiltà Cattolica: “Occorre comprendere una cosa: il Papa non è un politico. E’ un pastore”. Il che è vero ed è una cosa che lo stesso Bergoglio ha detto più volte, manifestanto tutta la sua sofferenza per essere considerato “filorusso” (l’ha detto anche l’altro giorno all’arcivescovo di Kyiv, Sviatoslav Shevchuk). Ma verrebbe da domandare al reverendo Spadaro: quando Francesco, al Corriere della Sera, ha detto che forse “l’abbaiare della Nato alle porte della Russia” ha portato Putin a scatenarsi contro gli ucraini con  “un’ira che non so dire se sia stata provocata  ma facilitata forse sì”, parlava da pastore o faceva un ragionamento che più politico non ci potrebbe essere? E come si può pensare che dopo tali “dubbi” (leciti, naturalmente), una delle due Parti in conflitto (l’aggredito) possa vedere nel Papa un mediatore super partes? Le risposte non sembrano troppo complicate.

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