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“I cristiani si dimezzeranno in Germania”. Studio-choc sulle chiese tedesche

L'Università di Friburgo: “12 milioni di cattolici”. E solo nominali

Giulio Meotti

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5 Maggio 2019 alle 06:00

“I cristiani si dimezzeranno in Germania”. Studio-choc sulle chiese tedesche

a chiesa di San Pietro a Magonza

Roma. Nel 2001 l’allora cardinale Joseph Ratzinger disse a Peter Sewald: “La chiesa si ridurrà numericamente. Quando ho fatto questa affermazione, mi sono piovuti da tutte le parti rimproveri di pessimismo. E oggi tutti i divieti paiono caduti in disuso, tranne quello riguardante ci. che viene chiamato pessimismo e che spesso non è altro che sano realismo. In una città come Magdeburgo la percentuale dei cristiani è solo dell’8 per cento della popolazione complessiva, comprendendo – si badi bene – tutte le confessioni cristiane. I dati statistici mostrano tendenze inconfutabili”.

  

Dal 2000, la chiesa cattolica in Germania ha sconsacrato, demolito e venduto 540 chiese e cappelle. Di queste, 80 soltanto a Magdeburgo. Nella diocesi di Essen, il vescovo Franz Hengsbach ha visto il numero di cattolici dimezzarsi, per cui 57 chiese sono state abbandonate. Nella diocesi di Hildesheim ben 51 chiese sono state sconsacrate dal 2008. Sono trascorsi diciassette anni da quella intervista di Ratzinger e quei dati da allora sono quasi ovunque crollati a picco. Da “inconfutabili”, i numeri sembrano essere diventati irridemibili. In uno studio commissionato dalla Conferenza dei vescovi, i ricercatori della Albert-Ludwigs-Universität di Friburgo sono ancora più pessimisti di Ratzinger: il totale delle confessioni cristiane – sommando quelle cattoliche e protestanti – passeranno dagli attuali 45 milioni a 34 milioni nel 2035 e arriveranno a dimezzarsi addirittura a 22 milioni entro 40 anni. Il numero di protestanti nella prossima generazione cadrà dagli attuali 21,5 milioni a 10,5 milioni, mentre quello dei cattolici da 23 milioni a 12,3 milioni.

 

Questo a causa del declino demografico e degli abbandoni. Ma soprattutto a causa della secolarizzazione. Le chiese non si restringono perché i suoi membri sono più vecchi rispetto alla popolazione media, ma perché i membri delle chiese tra i 25 e i 40 anni non hanno più battezzato i loro figli. E c’è chi trova anche troppo roseo il risultato della ricerca di Friburgo. “La situazione è più drammatica di quanto mostrino i numeri”, afferma Andreas Barner, membro del Consiglio delle chiese evangeliche. Nel nord e nell’est del paese, i cristiani saranno solo una piccola minoranza con 3,8 e 1,5 milioni, rispettivamente. Nel 2017, 167,422 cattolici hanno lasciato la chiesa, mentre il numero di abbandoni protestanti è stato anche significativamente più alto con 197,238 uscite. La chiesa regionale di Hannover – la più grande della Chiesa evangelica in Germania – è particolarmente colpita e ha dismesso diciannove chiese. In Germania, il crogiolo della Riforma cinquecento anni fa, l’ex maggioranza protestante del paese ora rappresenta meno di un terzo della popolazione. Questo è il risultato di un altro studio dell’Università di Münster che segue le tendenze religiose dal 1950. Le principali chiese protestanti hanno visto la loro percentuale dimezzata da 59 a 29 per centesimo. E oggi, come spiega Erik Flügge in un nuovo libro, “il 90 per cento dei membri della chiesa non partecipa alla vita della comunità”. Le demolizioni non si fermeranno alle 540 chiese. “Siamo appena all’inizio di questo sviluppo”, ha detto Albert Gerhards dell’Università di Bonn. “Se non c’è un ripensamento, un forte aumento delle demolizioni è prevedibile nei prossimi anni”. Nel più importante paese europeo si va verso quella che Andreas Püttmann, ricercatore della Fondazione Konrad Adenauer, in un libro ha definito Gesellschaft ohne Gott, la società senza Dio. Si tratta di “una implosione epocale”.

Giulio Meotti

Giulio Meotti

Lavora al Foglio dal 2003. Si è laureato in Filosofia. Ha scritto per il Wall Street Journal. È autore di quattro libri su Israele, alcuni tradotti in più lingue. È sposato. Ha due figli.

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Commenti all'articolo

  • carlo.trinchi

    05 Maggio 2019 - 21:09

    Non una società senza Dio ma una società dove l’uomo cerca una verità che ha trovato ma stenta a decifrare, e questo gli crea angoscia. Il mondo, l’universo vanno per i fatti loro e l’uomo ne è parte inconsapevole di un divenire. Quando prenderà coscienza piena di questo vivrà dei valori di una continuità solo sua. Di una biologia che ha compreso ma non sa decifrare. Per questo cadono i totem come caddero quelli del passato, e ravvivarli con ritorni o allegorie non fa altro che accelerare verso il futuro. Futuro noto ma ignoto, compreso ma distante come gli spazi siderali e infiniti. Si, infiniti, ed è questo infinito che ci assorbe e ci allontana dalle rivelazioni rivelate. Prenderne atto è doloroso ma non possiamo farci niente. È così. Tutto passa come tutto è passato e dimenticato. Il viaggio continua.

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