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Il Papa sfida chi vuole i cardinali alla gogna

Francesco riceve il condannato Barbarin e ne respinge le dimissioni

19 Marzo 2019 alle 20:49

Il Papa sfida chi vuole i cardinali alla gogna

Papa Francesco (foto LaPresse)

Il Papa ha respinto le dimissioni del cardinale Philippe Barbarin, che il tribunale di Lione aveva condannato qualche settimana fa a sei mesi di reclusione con la condizionale perché giudicato reo d’aver coperto i crimini di un prete pedofilo avvenuti negli anni Settanta e Ottanta. Barbarin, venuto a conoscenza dei fatti, avrebbe – secondo gli accusatori e i magistrati – omesso di denunciare. La pubblica accusa aveva chiesto l’assoluzione. Ma i tempi correnti chiedono gogne e sacrifici, e così il primate delle Gallie ha subìto l’onta della condanna. Media esultanti, folle acclamanti – giustizia è fatta, quantomeno quella terrena – e il cardinale immediatamente convocava una conferenza stampa per annunciare che si sarebbe recato a Roma per rimettere a Francesco la decisione sulla sua sorte. Udienza avvenuta lunedì, al termine della quale il Papa ha deciso di non accettare le dimissioni, invitando Barbarin a decidere in piena autonomia cosa fare per il bene della chiesa, della diocesi e suo personale.

 

Il cardinale di Lione condannato è un altro bel problema per il Vaticano

Sei mesi con la condizionale a Barbarin per aver coperto un prete pedofilo. Il primate delle Gallie si dimette

 

L’arcivescovo ha scelto di lasciare per un po’ – verosimilmente fino al processo d’appello – la guida delle diocesi nelle mani del vicario generale, poi si vedrà. E’ una decisione rilevante, quella di Bergoglio. Perché sfida la lunga teoria di associazioni di vittime che dal summit dello scorso febbraio sulla protezione dei minori nella chiesa chiedono ceppi e invocano pubbliche destituzioni di vescovi sospettati di osceni misfatti. Associazioni rabbiose e deluse, peraltro, dopo che il Papa aveva ribadito che un uomo – preti e cardinali compresi – è innocente fino all’ultimo grado di giudizio. Cosa confermata martedì con la decisione sul caso Barbarin. Una decisione non scontata, considerata l’onda montante di accuse che dall’Australia al Cile, dagli Stati Uniti alla Germania, hanno sferzato la chiesa imputandole insabbiamenti, violenze e protezione di criminali in talare. Che sia un precedente per decisioni future, una reazione al modello-Spotlight, si vedrà.

Redazione

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  • iksamagreb@gmail.com

    iksamagreb

    19 Marzo 2019 - 22:10

    Bravo Bergoglio. Finchè uno si dichiara innocente, ed in mancanza di prove certe che ne dimostrino colpevolezza, ogni PERSONA è e dev'essere ritenuta innocente, sia per la legge umana che divina. Bravo Bergoglio, non lasciarti intimidire MAI dal mondo, in mano al principe delle tenebre ma che Cristo ha già vinto. Al diavolo la canea satanica urlante "crucifige" esclusivamente per puro odio anticristiano. Chi non è con Me è contro di Me: l'anticristianesimo è intrinsecamente satanico ossia menzognero-omicida per definizione. Quindi a testa alta e senza paura a sfidare il mondo, costi quel che costi: non prevalebunt. Non sono "papista", ma qui mi schiero con Bergoglio, fino all'ultimo sangue.

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