Il Papa avverte: "La Madonna che manda messaggi come un capo ufficio della posta non è cattolica"

Matteo Matzuzzi

Francesco parla ai superiori degli ordini religiosi e mette in guardia dalla "Madonna superstar". La pedofilia "è una malattia", in Vaticano "c'è corruzione ma dormo sereno".

Roma. “Non prendo pastiglie tranquillanti! Gli italiani danno un bel consiglio: per vivere in pace ci vuole un sano menefreghismo. Io non ho problemi nel dire che questa che sto vivendo è un’esperienza completamente nuova per me”. Sono parole di Papa Francesco, nel colloquio con i superiori degli ordini religiosi pubblicato integralmente nell’ultimo numero (il 4.000) della Civiltà Cattolica e anticipato oggi dal Corriere della Sera. “A Buenos Aires ero più ansioso, lo ammetto. Mi sentivo più teso e preoccupato. Insomma: non ero come adesso. Ho avuto un’esperienza molto particolare di pace profonda dal momento che sono stato eletto. E non mi lascia più. Vivo in pace”.

 

Quanto ai problemi e agli scandali, Francesco ammette: “C’è corruzione in Vaticano. Ma io sono in pace. Se c’è un problema, io scrivo un biglietto a san Giuseppe e lo metto sotto una statuetta che ho in camera mia. E’ la statua di san Giuseppe che dorme. E ormai lui dorme sotto un materassi di biglietto! Per questo io dormo bene: è una grazia di Dio. Dormo sempre sei ore. E prego”.

 

C’è un passaggio sulla devozione a Maria che merita sottolineatura. Parlando delle tre tematiche mariane scelte per le prossime tre Giornate mondiali della gioventù, il Papa ci tiene a specificare l’importanza della “Madonna vera! Non la Madonna capo ufficio postale che ogni giorno manda una lettera diversa, dicendo: ‘Figli miei, fate questo e poi il giorno dopo fate quest’altro’. No, non questa. La Madonna vera è quella che genera Gesù nel nostro cuore, che è Madre. Questa moda della Madonna superstar, come una protagonista che mette se stessa al centro, non è cattolica”.

 

Commentando il prossimo Sinodo sui giovani, Bergoglio ribadisce che “nella formazione siamo abituati alle formule, ai bianchi e ai neri, ma non ai grigi della vita. E ciò che conta è la vita, non le formule. Dobbiamo crescere nel discernimento. La logica del bianco e nero può portare all’astrazione casuistica. Invece il discernimento è andare avanti nel grigio della vita secondo la volontà di Dio. E la volontà di Dio si cerca secondo la vera dottrina del Vangelo e non nel fissismo di una dottrina astratta”.

 

Infine, un passaggio sui casi di abusi sessuali sui minori: “Parliamoci chiaro: questa è una malattia. Se non siamo convinti che questa è una malattia, non si potrà risolvere bene il problema. Quindi, attenzione a ricevere in formazione candidati alla vita religiosa senza accertarsi bene della loro adeguata maturità affettiva. Per esempio: mai ricevere nella vita religiosa o in una diocesi candidati che sono stati respinti da un altro seminario o Istituto senza chiedere informazioni molto chiare e dettagliate sulle motivazioni dell’allontanamento”.

  • Matteo Matzuzzi
  • Friulsardo, è nato nel 1986. Laureato in politica internazionale e diplomazia a Padova con tesi su turchi e americani, è stato arbitro di calcio. Al Foglio dal 2011, si occupa di Chiesa, Papi, religioni e libri. Scrittore prediletto: Joseph Roth (ma va bene qualunque cosa relativa alla finis Austriae). È caporedattore dal 2020.