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Il "dopo Pannella"

I radicali del “dopo Pannella” è stata espressione sciocca e sgradevolissima con Pannella ancora in vita, ma pare oggi imposta dagli eventi. Di quelli che apertamente sostenevano di aspettarne la morte io ne ho conosciuto uno solo.

2 Giugno 2016 alle 06:19

Il "dopo Pannella"
I radicali del “dopo Pannella” è stata espressione sciocca e sgradevolissima con Pannella ancora in vita, ma pare oggi imposta dagli eventi. Di quelli che apertamente sostenevano di aspettarne la morte io ne ho conosciuto uno solo. Non è un ex deputato, non è mosso da alcun risentimento materiale ma da delusione intellettuale. Un falso cinico. Probabilmente è fra i più dispiaciuti ma non lo ammetterà mai. Qualche cinico vero/a ci sarà senz’altro. Mossi da delusioni meno immateriali, non meritano comunque particolari attenzioni. Tanto non combineranno nulla, esattamente come nulla hanno pesato fino a oggi malgrado Pannella, da vivo, una volta usciti dal recinto non li abbia mai ostacolati nelle loro velleità. Altri, più saggi, uscendo non hanno sbattuto la porta né se la sono presa più di tanto per gli inevitabili anatemi. Continueranno le loro attività diversamente utili ma c’è da dubitare che abbiano voglia di reinserirsi a tempo pieno in un dibattito interno che li aveva stremati. Per quelli che sono rimasti, non c’è da dare retta ai retroscena dei giornaloni. Non è in gioco nessuna eredità materiale, perché semplicemente non c’è. Le cose resteranno come le ha lasciate Pannella. O forse no. In ogni caso è improbabile che a modificarle possano essere notai o tribunali. E’ probabile che i radicali continuino a litigare, come del resto hanno sempre fatto e come usa nelle migliori famiglie, anche politiche. Con una differenza da tutte le altre. Nessuno degli errori che, come tutti, hanno compiuto, è tale da farli vergognare. Non resta che sperare che la tradizione si mantenga.

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