“Selezioniamo la specie in provetta”. In Inghilterra lo si fa già, “ma da ipocriti”

Giulio Meotti

Il novanta per cento dei bambini Down già oggi viene eliminato nel Regno Unito. Lo scandalo Cummings e la risposta di Lawson

Roma. “L’eugenetica funziona per mucche, cavalli, maiali e cani. Perché mai non funzionerebbe per gli esseri umani?”. Ad aprire il caso in Inghilterra è stato qualche giorno fa il biologo Richard Dawkins. Poi le dimissioni di Andrew Sabisky, consigliere a Downing Street di Dominic Cummings, il braccio destro del premier Boris Johnson, caduto per aver sostenuto l’eugenetica e la contraccezione forzata per le “classi sociali basse”. Adesso è lo stesso Cummings a finire nei guai per uno scritto in cui spiega che si dovranno selezionare gli embrioni con “la più alta previsione per il quoziente intellettivo” e che il sistema sanitario nazionale “dovrebbe finanziare tutti”. Per far questo, Cummings chiede di rivedere le linee-guida inglesi sullo screening genetico per aprire ai “designer babies”. “Già oggi gli agricoltori utilizzano i genomi per fare previsioni sulle mucche”, scrive Cummings facendo eco a Dawkins. “E i ricchi possono usare la fecondazione in vitro per selezionare l’embrione che ritengono migliore. Allora il sistema sanitario nazionale dovrebbe finanziare tutti”.

 

Il professor Richard Ashcroft della City University commenta: “Questa idea che possiamo usare la selezione biologica per migliorare gli individui e la società e che lo stato dovrebbe facilitare questo, è davvero pura eugenetica”. Uno dei maggiori columnist del conservatore Daily Mail, Dominic Lawson, padre di una bambina Down, scrive contro Commings, ma spiega anche il paradosso della vicenda: “È assolutamente inaccettabile che chiunque abbia una visione eugenetica detenga una posizione di minima influenza all’interno della politica britannica. Ma nascosta in bella vista, tuttavia, l’ipocrisia è più sorprendente. L’eugenetica è praticata in questo paese, finanziata dal contribuente e sostenuta da coloro che si considerano di sinistra”. Nelle cosiddette gravidanze “sane”, spiega Lawson, l’aborto è legale fino a 24 settimane. Ma se il nascituro corre il “rischio sostanziale di avere una disabilità”, l’aborto è lecito fino alla nascita, a 40 settimane. “E il sistema sanitario ha un vasto programma di screening progettato per scoprire tali disabilità, come la sindrome di Down, di gran lunga la forma più comune di anomalia cromosomica”. Lawson dice di aver scritto perché la figlia minore, Domenica, che ora ha 24 anni, è affetta dalla sindrome di Down. “È gentile, premurosa, incessantemente allegra e spesso esilarantemente divertente. Eppure quando è nata, ci è stato detto di cancellarla”. Lawson spiega che scelse di non fare “i test”" e che l'infermiera preferita della nazione, la star Claire Rayner, scrisse un articolo in cui attaccava “The Lawsons” per essersi comportati “egoisticamente” a causa del “costo per la società” di persone come Domenica. Alcuni anni dopo, nel 2008, la Royal Mail ha lanciato un francobollo in onore di Marie Stopes per aver aperto la prima clinica di pianificazione familiare della Gran Bretagna nel 1921. “Eppure, Stopes era una eugenista fanatica e ha partecipato al congresso di Berlino sulla ‘scienza della popolazione’ organizzato dal nazismo nel 1935 e successivamente ha inviato un volume di poesie d’amore ad Adolf Hitler. Stopes sarebbe stata felice della notizia che il Dipartimento della Sanità sta pianificando di introdurre una nuova forma di test prenatale 'non invasivo' che si ritiene sia più accurato rispetto ai precedenti metodi di analisi del sangue materno per rilevare la sindrome di Down. Quando è stato annunciato, al genetista olandese Hans Galjaard fu chiesto: ‘Se fosse reso possibile, pensi che la sindrome di Down dovrebbe scomparire dalla società?’. Egli rispose: ‘Sì, questa era una delle mie motivazioni’”. È quello contro cui ora a Londra si battono gruppi di attivisti dei diritti al grido “Don’t Screen Us Out”, non eliminateci via screening genetico. C'è anche l’attrice Sally Phillips, il cui figlio Olly ha la sindrome di Down. Conclude Lawson: “Non piango l’uscita di Andrew Sabisky da Downing Street. Ma quanto è bizzarro che questo junior sia considerato una pericolosa eugenista, quando Marie Stopes è onorata dai nostri francobolli e il sistema sanitario ha una politica ufficialmente progettata per accelerare l’eliminazione di coloro che sono ritenuti biologicamente inadatti”. Il novanta per cento dei bambini Down già oggi viene eliminato in Inghilterra. Scrive il Daily Telegraph che i nuovi test genetici porteranno alla loro definitiva “estinzione”. E’ l’“eugenetica liberale” denunciata anche dal guru della sinistra francofortese Jürgen Habermas.

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  • Giulio Meotti
  • Giulio Meotti è giornalista de «Il Foglio» dal 2003. È autore di numerosi libri, fra cui Non smetteremo di danzare. Le storie mai raccontate dei martiri di Israele (Premio Capalbio); Hanno ucciso Charlie Hebdo; La fine dell’Europa (Premio Capri); Israele. L’ultimo Stato europeo; Il suicidio della cultura occidentale; La tomba di Dio; Notre Dame brucia; L’Ultimo Papa d’Occidente? e L’Europa senza ebrei.