La vita secondo Dawkins e i suoi epigoni

Redazione

“L’eugenetica funziona per le mucche, perché non per gli esseri umani?”

Per qualche strana ragione, il famoso autore di “The God Delusion” Richard Dawkins, il biologo evoluzionista più battagliero e famoso al mondo, ha deciso di far risorgere il dibattito sull’eugenetica twittando il 16 febbraio: “Una cosa è deplorare l’eugenetica per motivi ideologici, politici e morali. Un’altra è concludere che non funzionerebbe. Funziona per mucche, cavalli, maiali e cani. Perché mai non funzionerebbe per gli umani? I fatti ignorano l’ideologia”. Vi è, ovviamente, un’ottima ragione per indignarsi di fronte all’affermazione di Dawkins e ciò è dovuto al fatto che in passato è stato un campione dell’eugenetica. A una domanda di un follower via Twitter su cosa farebbe se scoprisse che il suo bambino nell’utero fosse affetto dalla sindrome di Down, Dawkins ha risposto: “Abortisci e riprova“.”, seguito dall’ammonimento che sarebbe immorale “darlo alla luce se c’è possibilità di scelta”. Non è una discussione filosofica. “Abortisci e riprova” è esattamente quello che avviene in Europa nel caso del novanta per cento dei bambini con la trisomia 21. Ci sono già paesi, come Islanda e Danimarca, dove si sta arrivando all’interruzione totale delle nascite. La Fondazione Lejeune, che prende il nome dallo scopritore della trisomia 21, ha dichiarato che già oggi nel 90 per cento dei casi, i bambini che la diagnosi prenatale individua come Down, in Francia vengono abortiti. Un altro scienziato ateo come Dawkins, Didier Sicard, ha detto: “La verità è che l’attività di diagnosi prenatale non ha come scopo il trattamento ma la soppressione dei bambini con trisomia 21. Così, questi screening rinviano a una prospettiva terrificante: quella di estirpare i bambini Down”. E’ la concezione della vita umana secondo Dawkins, che ha almeno il merito di chiarire perché ce l’eravamo lasciata alla spalle col nazismo nel Novecento. Almeno per un po’.

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