ANSA/CLAUDIO GIOVANNINI 

barbari foglianti

Viva il rito romano

Roberto Maroni

La Corte di Cassazione di Roma ha annullato le due sentenze di condanna infertemi da Tribunale e Corte d’Appello di Milano. Sono felice, ma urge una riforma vera della giustizia che ponga fine agli abusi e chiami a rispondere chi sbaglia

Oggi parlo di me. Nonostante la pandemia, nonostante i problemi che viviamo, nonostante le avversità di questi momenti terribili mi sono preso una settimana di felicità. Cosa mi ha reso felice? Dopo 6 anni di processi e di tormenti la Corte di Cassazione di Roma ha clamorosamente annullato le due sentenze di condanna infertemi da Tribunale e Corte d’Appello di Milano, riconoscendo finalmente l’assoluta correttezza dei miei comportamenti quando ero alla guida della Lombardia. Avevo visto giusto sulla magistratura, quando due anni fa scrissi “Il rito ambrosiano”. Capitolo 9 (“I cecchini della politica”): “Quando viene applicato in magistratura, il rito ambrosiano sconta un difetto molto grave: in linea generale non ha come risultato l’accertamento della verità, ma quello di mettere in piedi un processo sommario e violento, che porta all’inevitabile distruzione della dignità e della reputazione della persona coinvolta, alla sua condanna immediata emessa da giornali e tv, ancor prima che l’interessato riceva l’avviso di garanzia”.

 

 

In questi sei anni ho sofferto molto, vedendo messa in discussione la mia onorabilità e la mia onestà. Ho sopportato questa ingiustizia in silenzio, senza far casino. Mi è andata bene, ma a tante persone innocenti questi “errori” giudiziari rovinano la vita. Che fare? Semplice: una riforma vera della giustizia che ponga fine agli abusi e chiami a rispondere chi sbaglia. Riuscirà la nostra politica ad uscire dal letargo e a rialzare la testa? Stay Tuned.

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