Bandiera Bianca

Ormai ci stupiamo se i cani abbaiano o mordono, cioè se fanno i cani

Antonio Gurrado

Il vortice di domesticità e umanizzazione ci ha abituati ad animali nei passeggini, col cappottino o col giornale. La verità è che siamo impazziti 

C’è il vecchio, abusato adagio secondo cui fa notizia l’uomo che morde il cane e non il cane che morde l’uomo; sarebbe a dire che motivo d’interesse nella cronaca è l’inaspettato, l’imprevisto, il rovesciamento delle sorti con un tocco di carnascialesco. E c’è il leggendario, mitologico titolo “Falegname impazzito tira sega a passante”; di là dal pecoreccio, il punto è che l’impazzimento consiste nell’utilizzo inappropriato e incongruo delle proprie caratteristiche.

   

Mettete insieme (male) questi due pilastri del giornalismo e otterrete il fatterello che oggi campeggia sulle cronache romane: “Cane impazzito morde i passanti”. Ebbene, è una notizia in base al primo pilastro? No, a rigore lo sarebbe stata invece “Passanti impazziti mordono un cane”. È un impazzimento coi fiocchi in base al secondo pilastro? Nemmeno. Un cane cosa fa, in quanto cane? Abbaia e morde. Eppure, nel vortice di domesticità e umanizzazione in cui li abbiamo costretti, ci pare normale vedere cani nel passeggino, cani col cappottino, cani che suonano la pianola, cani che ridono, cani che leggono il giornale, cani che parlano, cani che si laureano. Se niente niente un cane si mette a fare il cane, se abbaia a qualcuno e lo morde, allora diciamo che è impazzito lui per non ammettere che siamo impazziti noi.

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