Via le note dal registro: comportarsi bene sarà un dovere solo per gli insegnanti

Antonio Gurrado

Cancellata la norma che risaliva al 1928 e che imponeva provvedimenti disciplinari agli studenti delle elementari. Una benda per illudersi che i pargoli siano buoni per natura

Si può discutere dell’abolizione, solo quest’oggi, del sistema di sanzioni disciplinari nella scuola elementare, che risaliva al 1928 e prevedeva una complicata gradazione che, dalla nota sul registro, poteva elevarsi fino all’espulsione da tutte le scuole d’Italia di un bambino di meno di dieci anni. Secondo alcuni pessimisti (me compreso) è una benda per illudersi che i pargoli siano buoni per natura e negare che gli episodi di cattiveria gratuita, nei confronti di coetanei e adulti, contaminino in pianta stabile l’età dell’innocenza. Si può discutere anche del licenziamento della maestra anarchica di Torino, rea di avere augurato la morte ai poliziotti, basato sulla motivazione che gli insegnanti abbiano doveri educativi che vanno oltre l’orario scolastico e che li impegnano a un comportamento specchiato in tutta la giornata. Secondo alcuni pessimisti (me compreso) da qui a chiedere di cacciare un insegnante perché non se ne condividono le idee politiche o i costumi privati o le abitudini domestiche il passo sarà breve. Non si può tuttavia negare che la concomitanza fra queste due notizie sia esplosiva: in sintesi, mi sembra si dica che gli insegnanti hanno il dovere, sancito dalla legge, di comportarsi bene anche quando non sono a scuola mentre gli alunni hanno il diritto, sancito dalla legge, di comportarsi male anche quando sono lì. Ve l’avevo detto che sono pessimista.

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