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Le monetine del popolo

La scelta, poi revocata, di Raggi di destinare le monete raccolte nella Fontana di Trevi a non meglio definiti “progetti sociali” e non alla Caritas, rientra in un progetto più ampio del Movimento 5 stelle

14 Gennaio 2019 alle 15:55

Le monetine del popolo

Foto LaPresse

Nell’attesa di collocare le settantamila tonnellate d’immondizia annue che Roma non riesce a smaltire, Virginia Raggi ha trovato la soluzione per le monetine che i turisti gettano sul fondo della Fontana di Trevi: quei centesimi che, nel complesso, ammontano a circa un milione e mezzo l’anno non verranno più destinati alla Caritas ma resteranno nelle casse del Comune, fatte salve le spese per ripescarli e ripulirli. La prevedibile coda polemica ha spinto il sindaco a ricredersi ma la sostanza non cambia, e riguarda il carattere messianico della politica secondo i Cinque Stelle. Il gesto infatti di gettarsi una monetina alle spalle ha un senso metafisico, in quanto espressione di un desiderio, esposizione di una speranza che i visitatori affidano a qualcosa che esula dal proprio controllo. È una superstizione ma la pratica di consegnare poi il raccolto alla Caritas riusciva a trasformare il metafisico in concreto: come se le piccole speranze futili di ogni turista, messe insieme, si trasformassero in un pasto, un tetto o una coperta per chiunque patisse tali bisogni materiali. Il ruolo della Caritas infatti è da sempre di filtrare le ambizioni spirituali degli uomini (speranze, preghiere, rimorsi, impeti) per renderle presenza tangibile nella vita dei derelitti. Il grillismo tuttavia è una setta millenarista – dai primi vaniloqui di Casaleggio sul pianeta Gaia fino alle recentissime supercazzole dell’Elevato – quindi si pone come azione politica sufficiente a sopperire a ogni aspetto materiale e spirituale degli adepti, pardon, dei governati. Non sorprende dunque che al sindaco di Roma paia giusto che quelle monetine non vadano a un organismo religioso bensì se le tenga il Comune, in vista di non meglio definiti “progetti sociali” fra cui la manutenzione delle fontane. In questo modo, pensa nobilmente, quel milione e mezzo sarà finalmente della comunità ovvero di tutti. Più prosaicamente le monetine del popolo non saranno di nessuno; saranno del primo che si tufferà a prenderle. 

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  • iksamagreb@gmail.com

    iksamagreb

    14 Gennaio 2019 - 22:10

    Pur essendo un convinto cattolico apostolico romano, non vedo perché la mia monetina, gettata alle spalle perché cada nella bell'acqua della strepitosa fontana quasi fosse un messaggio al mio destino affidato alla bottiglia del mio essere naufrago della vita di farmi ritornare un bel giorno a riempirmi di tanta bellezza, debba finire alla Caritas, anche se serve a sfamare ecceccecc . Perché trasformarla in elemosina? Credevo che finisse ovviamente al Campidoglio, e siccome sommata alle altre costituisce una discreta somma, fosse spesa nel miglior modo possibile. A Cesare quel che è di Cesare, a Dio quel che è di Dio, alla bellezza di Roma quel che è della bellezza di Roma. Perché bellezza conservi!

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  • guido.valota

    14 Gennaio 2019 - 20:08

    Se anche il grillismo fosse nato come setta paramillenaristica, alla prova della (pessima) amministrazione si è rapidamente convertito a una passione smodata per i soldi degli altri.

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