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Il ragazzo della metro e la signora che vuole vederlo ammazzato

Come funziona questa nuova Italia, dove poco si può fare per aiutare chi ne ha bisogno ma nulla è possibile per salvare chi preferisce l'odio alla generosità

2 Novembre 2018 alle 13:34

Il ragazzo della metro e la signora che vuole vederlo ammazzato

La linea gialla della metropolitana di Milano (foto LaPresse)

Dunque. Circola per Milano un ragazzo (ce ne saranno tanti ma mi capita sempre lui) che di tanto in tanto salta sulla metro gialla. Per due o tre fermate conciona sul proprio destino – dice di aver perso il lavoro e/o di essere malato – e richiede non necessariamente denaro ma anche cibo, visto che c’è sempre qualcuno che ha appena fatto la spesa. Parla a voce sostenuta, è vero, ma non peggio di tanti che sbraitano al cellulare, e si esprime in italiano corretto reso artificiale dalla pappardella imparata a memoria; dopo di che passa fra i sedili e senza tendere mani né insistere prende da chi lo fa avvicinare per dargli qualcosa. Qui uno spicciolo, lì un pacco di biscotti, là una sigaretta. Se qualcuno invece non vuole non fa niente, finito il giro del vagone ringrazia tutti e se ne va. L’altro giorno al suo passaggio una signora l’ha fatto avvicinare e gli ha detto: “Io voglio solo che muori ammazzato”. Poi il ragazzo è sceso e noialtri passeggeri – chi aveva dato e chi non aveva dato – siamo rimasti a guardarci smarriti, capendo al volo che in questa nuova Italia il poco che ciascuno di noi potrebbe fare per aiutare il ragazzo scompare al cospetto del niente che nessuno potrà mai fare per aiutare la signora, tutta soddisfatta.

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Commenti all'articolo

  • MR1960

    26 Novembre 2018 - 00:12

    Beh, sempre a Milano, or non è guari, scendendo a Crocetta per guadagnar la via Mercalli se ne contarono 7 di cui 3 petulanti assai. Ammazzarli non sia mai! Però i coglioni un po' girati li si aveva.

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  • verypeoplista

    verypeoplista

    03 Novembre 2018 - 17:05

    Nel 1981,lei da quanto leggo aveva 1 anno, simili episodi, ragazzi come quello da lei descritto, oppure una signora zingara con bambino al seguito e sempre con la medesima cantilena a memoria,facevano il percorso nel corridoio centrale fino alla porta di uscita: in due occasioni la signora, la stessa da qualche settimana,prese un calcione da un tizio solo per essere stata in sosta davanti a lui con la mano tesa: cambiava il colore della metro era rossa e non gialla, anni 80; vedo che l'Italia di ieri è uguale a quella di oggi. Siamo stati in tre a fermarlo(naturalmente ero più giovane)per non nuocere oltre. Egregio questi episodi accadevano accadono e accadranno indipendentemente da Spadolini(al governo nell 81)o oggi(al governo il Truce). Quanto all'aiuto alla"mia"zingara o al "suo"ragazzo,i deboli,dobbiamo sperare,che trovino la forza di uscire dal bisogno(un obolo per sempre è una disgrazia);per i"forti" se non capiscono,solo disprezzo,e non occasioni di astratte generalizzazioni.

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