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Perché gli scienziati non capiranno mai la religione

Il sangue fasullo sulla Sindone e il desiderio di assoluto che alimenta la fede

17 Luglio 2018 alle 18:15

Perché gli scienziati non capiranno mai la religione

Fedeli nel giorno dell'apertura dell'Ostensione della Sindone di Torino nel 2015. Foto LaPresse

Gli scienziati hanno provato che alcune tracce di sangue sulla Sindone sono fasulle e questa scoperta dimostra che gli scienziati non capiranno mai la religione. L’argomentazione sottesa a una notizia del genere è che la fede dipenda da un’adesione razionale surrogata da prove e che, una volta confutate quelle prove, essa verrà meno. Non considerano tuttavia che la fede si colloca oltre la stretta razionalità, altrimenti non si capirebbe come mai miliardi e miliardi di persone abbiano nei secoli creduto all’esistenza di Dio senza che nemmeno pesi massimi come San Tommaso o Cartesio siano riusciti a dimostrarla efficacemente (per la cronaca, nessuno è nemmeno riuscito a dimostrare il contrario). Né si accorgono che, se anche trovassero un grimaldello per scardinare il Cristianesimo portando le prove del fatto che Gesù era un personaggio immaginario e la risurrezione un inganno, farebbero comunque il gioco degli apologeti: renderebbero ulteriormente miracolosa la persistenza di un diffuso desiderio di assoluto su cui si è fondata un’istituzione bimillenaria che gode tuttora di discreta salute, essendo sopravvissuta ai mercanti di reliquie e alle storie più inverosimili dei martiri. Ogni fedele appena ragionevole sa che è un’ingenuità da giulivi positivisti presumere che una dimostrazione o un calcolo possano bastare a riempire un abisso che si trova nel cuore dell’uomo e che non può essere estirpato con basso complottismo materialista. Senza contare che, se invece un fedele è superstizioso, distoglierlo dalla religione per convertirlo allo scientismo non lo renderà meno superstizioso nel suo nuovo credo, che avrà soltanto mutato oggetto.

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Commenti all'articolo

  • agostinomanzi

    18 Luglio 2018 - 20:08

    Sottoscrivo Carlo Trinchi. Nello specifico non credo, però, che la dimostrazione della autenticità o meno della Sindone (obiettivo scientifico) possa modificare la fede nel Dio del cristianesimo. Nella peggiore delle ipotesi potrà scalfire il culto della Sindone come reliquia.

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  • travis_bickle

    18 Luglio 2018 - 10:10

    E i religiosi -cioe' in larghissima parte coloro che utilizzano superstizioni millenarie in funzione di oggetti contundenti da scagliare contro il diverso- non capiranno mai la scienza. Che vuole conoscere, capire. Anche la storia di una cosiddetta reliquia -evidentemente un artefatto, nessuno studioso mai ha pensato il contrario- interessante in quanto antica e rivelatrice dello spirito di un tempo passato. I religiosi si accontentano di pseudo concetti e pseudo idee che non saprebbero spiegare a parole; e se anche ci riuscissero, i concetti di Dio risulterebbero tanti e diversi quanti i sedicenti credenti. Un abisso nel cuore di un uomo, la religione, che e' primo luogo un abisso di confusione. La scienza invece e' una, uguale per tutti, provata, ripetibile. Poca cosa rispetto all'infinito e all'eterno, ma di certo molto piu' affidabile.

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  • carlo.trinchi

    18 Luglio 2018 - 08:08

    Tutto vero e stradetto nei millenni. Ma dio non esiste, Cristo nemmeno e nemmeno il resto. Esiste la magnificienza di un universo infinito che non ha logica razionale e come ne fai parte vivente domani mai più. Questo è il bello come l’andare avanti e il senso di una continuità di vita data e di morte certa. Finita. Mistero ancora si ma non della fede ed a questo inchinarsi.

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  • silvia.drago.iust

    18 Luglio 2018 - 08:08

    Non è stato esaminato il sangue della Sindone ma, nello studio in questione, si sostiene che metà delle macchie che compaiono sul Sacro Telo non sono compatibili con la posizione di un uomo crocefisso o di un corpo nel sepolcro. Lo studio è una simulazione, fatta con un manichino ricoperto di sangue artificiale, di un corpo crocefisso, posizionato in vari modi, per capire come le goccie di sangue avrebbero macchiato un telo.

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