Dove ci porta l'ora di religione multiculti?

Bibbia e Corano arrivano in una classe elementare di Biella. E' una buona notizia, ma le conseguenze potrebbero essere opposte all'integrazione che si vuole inseguire

6 Ottobre 2017 alle 16:06

Dove ci porta l'ora di religione multiculti?

Foto Vincenzo Coraggio

In effetti, la storia dell’insegnante di religione che in una scuola elementare di Biella fa leggere il Corano oltre che la Bibbia è una buona notizia, per tre motivi. No, non perché favorisce il confronto fra religioni, il dialogo, il rispetto e chiacchiere vacanti. Anzitutto perché un insegnante di religione insegna effettivamente religione, anziché rifugiarsi in generici discorsi barbosi sulla violenza, sulla droga, sul sesso, sul rock’n’roll. Poi perché in una scuola si legge la Bibbia, se non altro, che di solito nel migliore dei casi viene propinata ai ragazzini sotto forma di bignami o di film, quando non occultata del tutto; e invece i suoi alunni quanto meno sapranno che, se c’è un testo sacro, prima di parlarne converrebbe leggerlo. Infine perché tale scuola di Biella può costituire un interessante esperimento sociologico: la lettura parallela di Bibbia e Corano è volta a garantire nell’ora di religione la presenza degli alunni musulmani che altrimenti abbandonerebbero l’aula. Se ciò favorirà l’integrazione e la conoscenza reciproca, il paragone fra monoteismi e la ricostruzione di somiglianze e gerarchie, tanto di guadagnato. Se invece, fra qualche anno, nell’ora di religione si leggerà solo il Corano, allora l’esperimento sarà perfettamente riuscito.

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Commenti all'articolo

  • Nambikwara

    Nambikwara

    07 Ottobre 2017 - 14:02

    Eravamo agli anni 80: aeroporto di Fiumicino; un signore armeggia con un piccolo tappeto e si inginocchia, un poliziotto vicino a me, a voce bassa mi chiede "che fà"? e io "prega"!. Ne è passato "petrolio" sotto i ponti: circa 32 anni. Lei chiude con "fra qualche anno"..come è umano Lei. Così tanto per riderci su..insieme a Buttafuoco.

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  • Bacos50

    07 Ottobre 2017 - 11:11

    L'integrazione vera è una chimera e tale resterà a prescindere da che cosa si faccia o si legga in classe, Bibbia o Corano. Il confronto fra religioni e l’eventuale dialogo tra persone di fedi diverse non ha alcun senso, perché rappresenta la forma d’ipocrisia assoluta. Se il cattolico, il musulmano o l’indù considera il proprio credo, espressione della verità assoluta di che cosa si discute? Un conto sono i credenti che ammettono che la loro fede possa anche essere messa in questione e mai disgiunta dal dubbio e un conto sono i militanti della fede, chi non consente di mettere in dubbio nulla. Con costoro non si deve discutere, si perde tempo, perché si è immediatamente squalificati nella condizione dialogica. Se si possiede la verità assoluta, il dialogo è impossibile.

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  • mauro

    07 Ottobre 2017 - 09:09

    Beh, può darsi che lo scopo della solerte insegnante, nel far digerire a disattenti pargoli i concetti espressi nell'Ecclesiaste e nel Corano, sia creare degli adolescenti spietati e piuttosto violenti , a meno che, visto il livello di troppi docenti, non abbia ancora letto nè l'uno nè l'altro. D'altra parte non poteva proporre le correzioni a spietatezza e violenza del Vangelo di Cristo, i genitori maomettani, che fessi come noi non sono, l'avrebbero impedito. Stando così le cose convengo con Gurrado che le premesse per alla fine rimanere solo la lettura del Corano ci sono tutte.

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    • Dario

      Dario

      10 Ottobre 2017 - 12:12

      Non credo. Gli insegnanti di religione vengono nominati dai vescovi e, anche se so che in molti commenti che compaiono in questo giornale l'accusa di collaborazionismo non risparmia più nemmeno il papa, dubito assai che la Chiesa sceglierà degli imam da mandare nelle scuole.

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