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Le interviste volanti di Papa Francesco

Assistenti di volo, togliete il microfono al Papa. Ricorderete senz'altro i tempi in cui era uno scoop già la sola notizia che in aereo un pontefice rispondesse a ruota libera ai giornalisti, e i contenuti delle sue dichiarazioni traevano maggior risalto dal contesto inconsueto.

2 Novembre 2016 alle 16:30

Le interviste volanti di Papa Francesco

Viaggio Apostolico di Sua Santità Francesco (foto LaPresse)

Assistenti di volo, togliete il microfono al Papa. Ricorderete senz'altro i tempi in cui era uno scoop già la sola notizia che in aereo un pontefice rispondesse a ruota libera ai giornalisti, e i contenuti delle sue dichiarazioni traevano maggior risalto dal contesto inconsueto. Tre anni dopo è diventata un'abitudine, quindi un rincalzo. Pur nuove e degne di nota, le parole sui profughi pronunciate da Francesco decollato dalla Svezia sono finite a pagina 16 su Repubblica, prima notizia dopo il terremoto; a pagina 21 sul Corriere, dopo anche Mosul, le presidenziali americane, Marine Le Pen, Beppe Grillo, la morte di Tina Anselmi e lo spread; a pagina 13 sul Giornale, dopo anche il referendum ed Equitalia, all'interno di una doppia pagina sull'emergenza immigrazione, in un riquadro sovrastato dalla notizia di uno stanziamento governativo per il dialogo coi paesi africani; La Stampa, a quanto vedo, ha glissato.

 

Sono convinto che il Papa veda l'intervista volante come un'occasione di parresia, di predicazione continua e capillare che dà senso alla sua testimonianza di primo fra i cristiani; ma i lettori dei giornali nella parresia vedono soltanto un'intervista, e un personaggio che si fa intervistare ogni volta che sale su un aereo scivola, per quanto illustre, inevitabilmente verso le pagine dedicate alla cronaca curiosa o alle esternazioni precotte delle star dello spettacolo. Non dico di rifugiarsi nella penombra muta del Pio XIII di Paolo Sorrentino; ma, per richiamare l'attenzione di un pubblico che si annoia o si distrae, sul prossimo aereo il Papa potrebbe presentarsi davanti ai giornalisti e dire: “Abbiamo un'oretta di volo: già che ci siamo, vi celebro una Messa”.

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