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Contro la notte europea dei ricercatori

Scrivo contro la notte europea dei ricercatori. Sarò più dettagliato. Scrivo contro la notte perché questa notte bianca accademica evoca ore di divertimento e di passione collettiva; ma se la ricerca viene considerata divertimento e passione, anziché un lavoro come un altro, è facile trovare scuse per farla praticare senza retribuirla.

30 Settembre 2016 alle 16:28

Contro la notte europea dei ricercatori

Scrivo contro la notte europea dei ricercatori. Sarò più dettagliato. Scrivo contro la notte perché questa notte bianca accademica evoca ore di divertimento e di passione collettiva; ma se la ricerca viene considerata divertimento e passione, anziché un lavoro come un altro, è facile trovare scuse per farla praticare senza retribuirla. Scrivo contro l'Europa perché capovolge cause e conseguenze: gli iperbolici finanziamenti comunitari hanno avuto l'effetto collaterale di far imbastire talvolta progetti miopi la cui finalità non si spingesse oltre l'ottenimento del finanziamento stesso, educando nuove generazioni a dimenticare che in accademia il finanziamento è fatto per il progetto e non il progetto per il finanziamento.

 

Nelle università l'Unione Europea è inoltre assurta a figura totemica, al punto da indurre persone intelligenti a vagheggiare la rovina del sistema accademico britannico per via della Brexit, senza supporre che nell'ultimo quarto di secolo possa essere stato il continente a trarre vantaggio dallo scambio con le secolari università d'oltremanica. Scrivo infine contro i ricercatori, o meglio contro l'immagine eroica della ricerca: la retorica bolsa che da qualche anno ne narra agiograficamente vite e miracoli rispecchia l'identificazione della ricerca scientifica in nuovo criterio del bene e del male, sostituto della religione cui affidarsi ciecamente. Cito dalla brochure dell'Ue: “Che tipo di eroe vorresti essere? Un eroe che combatte il cancro o il riscaldamento globale? O uno che sconfigge fame e siccità? Un eroe che inventa ausili per i disabili o che sogna di portare vita umana nello spazio?”. Scrivo antieroicamente contro questa notte che rende le vacche tutte bigie, la notte che popolarizza la ricerca per farne culto, superstizione, magia.

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