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I foreign fighters potrebbero arrivare presto dall'Adriatico. Così

Cristina Giudici
La crisi di Schengen e il tentativo di arginare la rotta balcanica che porta ogni giorno migliaia di profughi verso l’Europa centrale o nei paesi Scandinavi potrebbe avere ripercussioni gravi in Italia.

Roma. La crisi di Schengen e il tentativo di arginare la rotta balcanica che porta ogni giorno migliaia di profughi verso l’Europa centrale o nei paesi Scandinavi potrebbe avere ripercussioni gravi in Italia. L’intelligence infatti teme ora l’apertura di un fronte adriatico che presto potrebbe portare una nuova ondata di profughi e migranti provenienti dalle coste albanesi e permettere così ai jihadisti di rientrare in Europa dal califfato. Secondo la nostra intelligence si potrebbe venire a creare il seguente scenario: gommoni che arrivano dall’Albania con migranti e/o profughi da usare come specchietto per le allodole per permettere ad altre imbarcazioni di arrivare con piccoli gruppi di islamisti diretti in Europa.

 

“Secondo le nostre informazioni si cercherà di organizzare un traffico dalle coste albanesi, e alcuni terroristi ne approfitteranno per arrivare in Puglia. Non chiederanno soccorsi in mare e cercheranno di essere invisibili”, ci hanno raccontato. Fantaimmigrazione? A giudicare dalla serietà con cui è stata presa in considerazione questa ipotesi, affatto. Del resto, dal porto di Bari è passato due volte Salah Abdeslam, ritenuto il coordinatore della strage di Parigi. E il ministro dell’Interno, Angelino Alfano, ha ribadito più volte che il porto pugliese può essere una porta d’ingresso per i seguaci dello Stato islamico. Inoltre in Italia ora, a destare più preoccupazione sono i gruppi di immigrati kosovari arrivati dall’Albania. I più attivi fra gli islamisti provenienti dai Balcani e con un profilo preoccupante, perché si tratta spesso di immigrati che mescolano la fede nel jihad con affari illeciti. “Ogni volta che accendiamo un telefono dentro i centri culturali sorvegliati troviamo traffici di ogni genere: migranti clandestini, droga e armi”, ci hanno raccontato. Un’ipotesi supportata anche dall’allarme lanciato dai servizi segreti inglesi, riportato dal Telegraph e raccontato ieri sul Foglio secondo cui si sfrutterebbe il flusso dei migranti da parte dello Stato islamico per trasferire cellule terroristiche dalla Siria nei paesi europei, fra cui il Regno Unito, grazie al fiorente business dei passaporti falsi. Secondo la nostra intelligence, i jihadisti che potrebbero attraversare il breve tratto di mare che ci separa dall’Albania non si mescolerebbero alle imbarcazioni dei migranti, ma arriverebbero con mezzi propri per sfuggire ai controlli. Per questo motivo si sta valutando come controllare in modo capillare le coste pugliesi.

 

[**Video_box_2**]L’Europa intera ora è in balia di un timore generalizzato. Al punto che la Svezia, per frenare l’arrivo dei migranti ha optato per un rimpatrio massiccio: 80 mila richiedenti asilo la cui domanda è stata respinta. Nel 2015 Il paese scandinavo ha accolto 163 mila richiedenti asilo, ma l’omicidio dell’impiegata di origine libanese per mano di un migrante minorenne in un centro di accoglienza ha esasperato il clima politico. Nel frattempo gli investigatori dell’Antiterrorismo si trovano fra l’incudine e il martello: devono sorvegliare il fronte islamista che si è radicato fra i giovani (attraverso i provveditorati scolastici vengono persino monitorati tutti gli studenti di famiglie musulmane che interrompono gli studi secondari e quindi un percorso di presunta integrazione) ma anche un nuovo tratto di mare da cui potrebbero arrivare foreign fighters di ritorno per compiere attentati in Europa.

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