Hassan Rohani (Foto AP)

Il troll Rohani

Redazione

L’Iran sbertuccia l’America usando la materia prima fornita da Obama

L’aspetto più inquietante dell’intervista del presidente dell’Iran, Hassan Rohani, alla Nbc non è il sorriso da gatto del Cheshire con cui spiega che il problema del mondo è “l’estremismo”; piuttosto è il fatto che gli argomenti per l’annuale ammiccamento mediatico pre Assemblea generale dell’Onu sono prodotti e serviti direttamente da Barack Obama e dalla sua leadership incerta. Rohani sfotte la coalizione “ridicola” che combatte lo Stato islamico dopo che alcuni dei partecipanti lo hanno foraggiato e punzecchia il presidente dei “no boots on the ground” che ignora una legge fondamentale: “E’ possibile combattere il terrorismo senza fare sacrifici? In tutte le questioni regionali e internazionali, vince chi è disposto a fare sacrifici”. A Obama ricorda che i bombardamenti aerei “devono sempre avvenire con il permesso del governo del paese”, in riferimento alla Siria, alleato di Teheran con cui Washington non può permettersi di fare patti espliciti.

 

Tutto ciò mentre sul campo di battaglia le milizie sciite di Asaib Ahl al Haq, armate dall’Iran, si trovano a combattere dalla stessa parte degli americani. Alla Nbc Rohani ha detto anche che la disputa nucleare “si risolverà solo attraverso i negoziati” e  per non farsi mancare nulla ha sbertucciato Obama fissando una “red line”: l’occupazione dei luoghi santi degli sciiti in Iraq non sarà tollerata, “e quando diciamo linea rossa intendiamo linea rossa”, non gli scoloriti ultimatum del presidente che muove guerre dal cielo soltanto quando i sondaggi glielo consentono. Con una materia prima del genere non è difficile per Rohani fare il troll dell’Amministrazione americana.

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