Un gasdotto di Gazprom (Foto Ap)

Da Gazprom dubbi sul gas per l'Europa. Il convoglio umanitario russo in Ucraina

Redazione

Kiev dice di aver colpito due blindati di Mosca nell'est. Il Cremlino nega. Altri morti a Donetsk

Il nodo della crisi ucraina resta da sempre il gas russo, come in quelle precedenti del 2006 e del 2009. Oggi è tornato a farsi vivo il colosso energetico russo Gazprom ricordando le implicazioni di una mossa minacciata da Kiev, passata quasi in silenzio in Occidente: la possibilità che il governo ucraino blocchi il transito di gas per l'Europa interrompendo il flusso dei gasdotti che attraversano il Paese.

 

Nei giorni scorsi il Parlamento di Kiev ha approvato una legge che autorizza il governo ad adottare sanzioni contro la Russia, tra cui fermare il transito del gas, che rappresenta il 30 per cento del fabbisogno europeo Gazprom ha anche ricordato di aver già effettuato un pagamento addizionale (10 milioni di dollari) a luglio alla società ucraina Naftogaz per il transito del gas. Restano invece fermi i rifornimenti per l'Ucraina perché Kiev non ha mai saldato il suo debito pregresso, che secondo Gazprom ammonta ora a 5 miliardi di dollari, né ha effettuato pagamenti anticipati per le forniture a partire da giugno, come chiesto da Mosca. Nel frattempo, Shell ha interrotto le operazioni connesse alla produzione di gas nell'est dell'Ucraina "per motivi di sicurezza", ha spiegato all'agenzia russa Ria-Novosti una fonte interna a Shell.

 

Kiev dice di aver colpito due blindati russi. Mosca nega

 

Il governo ucraino ha annunciato la cattura di due blindati russi nella regione orientale separatiste di Lugansk. "Soldati ucraini hanno catturato due blindati della divisone russa paracadutisti Pskov (un'unità d'élite di Mosca) vicino Lugansk (capoluogo dell'omonima regione separatista ucraina)", lo ha dichiarato Andriy Lysenko, portavoce del consiglio nazionale di sicurezza ucraino, aggiungendo che gli uomini a bordo si sono dati alla fuga. Ieri, la presenza di altri blindati russa era stata smentita da Kiev. Il ministero della Difesa russo si è affrettato a smentire la notizia per bocca del portavoce, il generale Igor Konashenkov.

 

Nelle ultime ore è Donetsk il centro della battaglia tra le forze armate di Kiev e i miliziani separatisti in Ucraina. Questi ultimi sarebbero in forte difficoltà, obiettivo dell'artiglieria dell'esercito. I proiettili di mortaio hanno colpito vie e strade nel nord della città, a pochi chilometri dalla prima linea del conflitto. "L'esercito ucraino colpisce dovunque ci troviamo", affermano i residenti. Testimoni di un attacco violentissimo. Le autorità locali indicano un bilancio provvisorio di 9 morti tra i civili, che si aggiungono ai nove miliziani uccisi in un'area vicino Donetsk. Kiev, dal canto suo, nega che nel proprio mirino vi siano i civili.

 

Gli scontri sono proseguiti nella notte anche a Lugansk, dove l'esercito ucraino non molla la presa sulla città in mano ai filorussi. Questi ultimi, già ieri avevano rivendicato l'abbattimento di un caccia: "Il pilota si è lanciato con il paracadute ed è sopravvissuto", ha fatto sapere una fonte dei miliziani, che sarebbero riusciti a colpire anche due elicotteri.

 

Intanto è arrivato il via libera all'ingresso in Ucraina dei primi camion del convoglio umanitario organizzato dalla Russia, rende noto l'agenzia di stampa Interfax citando il ministero delle Emergenze a Mosca. Gli ispettori della Croce rossa internazionale hanno autorizzato i conducenti di un gruppo di camion fermi da giorni al confine ucraino, nei pressi della località di Kamensk-Shakhtinsky, a procedere senza ulteriori soste verso la destinazione in cui è prevista la consegna in Ucraina, nella zona di Luhansk. In ogni caso, la Croce rossa scorterà i camion su cui ci sarà una sola persona. Il convoglio costituito da 260 camion era fermo al confine tra Russia e Ucraina da una settimana.