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Contro israele

Chi sono gli ebrei in guerra con Gerusalemme

Dopo aver completato il libro “A New Shoah. The Untold Story of Israel’s Victims of Terrorism”, una inchiesta sulle vittime israeliane del terrorismo palestinese, ne mandai una copia a George Steiner, un famoso critico culturale, un celebratissimo intellettuale ebreo con cattedra a Cambridge, autore di studi fondamentali di letteratura comparata, un mandarino culturale fiero di appartenere al popolo di Franz Kafka, Paul Celan, Elias Canetti, Ludwig Wittgenstein e Franz Rosenzweig. Pubblichiamo un estratto del nuovo libro di Giulio Meotti dal titolo “Ebrei contro Israele” (Salomone Belforte Editore, 114 pagine, 14 euro, con la prefazione di Ugo Volli)

11 MAG 2014

Nel mirino anche l’aborto

L’Onu adesso processa i “torturatori” del Vaticano. Chi c’è dietro

A febbraio, il Vaticano fu messo sotto accusa dalla commissione Onu sui Diritti del bambino per la sua “complicità” negli abusi sessuali del clero. La commissione lanciò anche una guerra culturale chiedendo al Vaticano di cambiare politica in materia di aborto, omosessualità e contraccezione. Il secondo round della guerra delle Nazioni Unite contro il Vaticano, rappresentato dal nunzio Silvano Tomasi, si terrà, sempre nella cornice di Ginevra, il 5-6 maggio.

05 MAG 2014

Il Solgenitsin cubano contro Márquez

“Tutti abbiamo tre vite, quella pubblica, quella privata e quella segreta”, era solito dire Gabriel García Márquez. Nella sua vita segreta ci fu anche la relazione con il regime castrista. Due anni fa, lo studioso spagnolo Angel Esteban e la belga Stéphanie Panichelli si erano prodotti in un terrificante studio del rapporto tra il più longevo e il più amato (specie all’estero) dittatore sudamericano, Fidel Castro, e lo scrittore più noto del continente, il compianto Gabriel García Márquez. I due accusavano il Nobel per la Letteratura di “aver sempre negato l’esistenza della tortura” nella patria del socialismo caraibico. Leggi l'estratto del saggio di Armando Valladares

23 APR 2014

Fratello Tariq

Il più blasonato e controverso intellettuale islamico d’Europa, Tariq Ramadan, che si muove nell’alveo dei Fratelli musulmani (è nipote del venerato fondatore, Hassan al Banna), è diventato “consigliere religioso” del premier inglese, David Cameron. Ramadan è uno dei quattordici membri influenti dell’Advisory Group sulla libertà religiosa, guidato dalla baronessa Warsi. “David Cameron deve essere profondamente imbarazzato per questa nomina”, incalza Douglas Murray, direttore della Henry Jackson Society che accusa Cameron di cedere al fondamentalismo islamico. “Il professor Ramadan ha molta esperienza da portare in merito alle materie islamiche”, ha risposto il Foreign Office alle critiche per la nomina di Ramadan a consigliere religioso di Downing Street.

15 APR 2014

Il bambino cavia

Con le sue mani, Bruce David Brenda Reimer si è tolto quella tragica vita che ideologi e stregoni avevano trasformato in un inferno. Nato maschio, trasformato a sua insaputa in una femmina e cresciuto come tale, per poi scegliere di tornare “come l’aveva fatto madre natura”, David si è suicidato nel 2004. “As nature made him: The boy who was raised as a girl”, è il titolo del libro di John Colapinto che nel 2001 aveva rivelato al mondo la storia di Reimer. Adesso, le edizioni San Paolo colmano il vuoto editoriale e portano “Come l’aveva fatto madre natura” in Italia, dove avanza proprio quella teoria del genere che aveva reso la vita di David un abisso di vergogna e timore. Colapinto di David aveva già scritto un memorabile articolo di ventimila parole pubblicato sulla rivista statunitense Rolling Stone, ma senza rivelare la vera identità di quel bambino-cavia.

12 APR 2014

La ministra della Famiglia francese che vuol togliere i figli alle famiglie

Tutta la filosofia della nuova responsabile francese per la Famiglia, Laurence Rossignol, è contenuta in un vecchio libretto che la senatrice femminista scrisse qualche anno fa, “La Femme, le fou et le colonisé”. Rossignol, che partecipò alla fondazione di Sos Racisme e che fu una pioniera della prima ora del diritto all’aborto nell’èra di Simone Weil, vi spiegava che “le donne sono come i discendenti dei colonizzati”, vittime di stereotipi. Da qui auspicava una liberazione radicale e intransigente che facesse tabula rasa. 

11 APR 2014

Gli ebrei d’Europa stanno morendo. Di laicità e assimilazione

L’occasione era quella del settantesimo anniversario della deportazione e dell’annientamento della comunità ebraica ungherese. Trecento rabbini provenienti da quaranta paesi europei si sono così dati appuntamento a Budapest, sotto l’egida del Rabbinical Center of Europe, e alla presenza dei due rabbini capi d’Israele, l’ashkenazita David Lau e il sefardita Yitzhak Yosef. Non si è parlato di antisemitismo, di vandalismo, di attacchi nelle strade di Parigi o di Londra, di violenza spicciola e diffusa in tutto il Vecchio continente. No, il principale pericolo per il futuro dell’ebraismo europeo viene da dentro. Si chiama assimilazione. Secolarizzazione. Laicismo.

10 APR 2014

Speciale online flash 11:45

Gli accademici mettono a tacere Hirsi Ali

La dissidente islamica ed ex parlamentare olandese Ayaan Hirsi Ali, icona della libertà di parola e di espressione, avrebbe dovuto ricevere una laurea honoris causa dalla prestigiosa Brandeis University di Boston. Ma una massiccia petizione online e le proteste degli accademici liberal hanno costretto l’ateneo a fare marcia indietro e a ritirare il riconoscimento. L’establishment universitario riesce dunque a mettere a tacere la sceneggiatrice di “Submission”, il film che costò la vita a Theo van Gogh, riuscendo laddove gli islamisti di tutto il mondo avevano finora fallito.

09 APR 2014

Andrew Sullivan, una strepitosa icona gay contro “l’inquisizione Lgbt”

Giornalista inglese trapiantato negli States rovesciò come un calzino New Republic. Uno dei primi a dichiararsi sieropositivo e omosessuale, il grande castigatore degli intellettuali che da sinistra predicavano la pace e schifavano il first strike

09 APR 2014

I numeri del “Project M”

“Ciao bambini”. Un report sull’incubo demografico in Italia, paese di culle vuote

Gorreto, il pittoresco villaggio ligure incuneato nella Val Trebbia, sta scomparendo. La scuola elementare è stata chiusa trent’anni fa per mancanza di bambini e la media della popolazione rimasta è di 65 anni.  E’ il paese più vecchio d’Europa. La Liguria anticipa da sempre molti fenomeni sociali in Italia, dalla crisi dell’industria ai flussi migratori. Così c’è da chiedersi se il destino dell’Italia non sia quello di Gorreto, a cui giorni fa ha dedicato un ritratto anche la Reuters per parlare di crisi demografica nel nostro paese. Così, se a Bologna le donne fanno meno di un figlio, Milano ha uno dei tassi di natalità più bassi al mondo.

04 APR 2014
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