• Il Foglio di Oggi
  • Il Foglio Weekend
  • Il Foglio Sportivo
  • Il Foglio Review
  • Il Foglio AI
Il Foglio
  • Abbonati
  • Il Foglio AI
  • La guerra in Ucraina
  • Davos
  • Podcast
  • Editoriali
  • Leggi il Foglio
  • Newsletter
  • Lettere al direttore
Il Foglio
  • Politica
  • Esteri
  • Chiesa
  • Bioetica e diritti
  • Giustizia
  • Economia
  • Cultura
  • Sport
  • Salute
  • Scuola
  • Cinema
  • Scienza
Abbonati
Leggi il foglio
  • Il Foglio di Oggi
  • Il Foglio Weekend
  • Il Foglio Sportivo
  • Il Foglio Review
  • Il Foglio AI
  • Gran Milano
  • Roma Capoccia
  • Il Foglio europeo
  • Review
  • Un Foglio internazionale
  • Terrazzo
  • Una Fogliata di Libri
  • Il Figlio
  • Mobilità
  • Agrifoglio
  • Rubriche
  • Conosci i foglianti
  • Lettere al direttore
  • Le vignette di Makkox
  • Gli articoli del direttore
  • Gli articoli di Giuliano Ferrara
  • Il Foglio Arte
  • Il Foglio della Moda
  • Podcast
  • Editoriali
  • Iscriviti alle newsletter
  • Stage al Foglio
Conosci i foglianti
  • 1
  • ...
  • 170
  • 171
  • 172
  • 173
  • 174

Ho letto Scalfari

Bisogna farsi coraggio e comprare questo libro, pur non essendone degni. Rilassarsi pensando a quanto tempo di posa sarà costata la foto di copertina, con tutte le rughe perfette sulla fronte e l’aria grandiosa da busto del Pincio. Poi leggere tutto “L’uomo che non credeva in Dio” di Eugenio Scalfari (ricordandosi però a ogni pagina di non esserne degni) e provare infinita gratitudine per ogni particolare davvero autobiografico, privato, per ogni pezzetto di vita sottratta alla gabbia dell’Io: Eugenio Scalfari che lavora all’uncinetto facendo le maglie per due bamboline con la testa di ceramica, Eugenio Scalfari che piange disperato perché un compagno di scuola gli ha gettato dalla finestra tutti i giocattoli, ma lui è buono e lo perdona. Lettori del Foglio on line, cosa ne pensate? Scrivete il vostro commento su Hyde Park Corner .

08 MAG 2008

Dal Foglio del 1 maggio

Gita da ministro

Alle signore ministro si stropicceranno i vestiti, sul pullman blu che le porterà a Napoli per il primo grandioso Consiglio del governo Berlusconi, ma il comizio al potere prevede il mantenimento delle promesse simbolo: “Il primo Consiglio dei ministri si terrà a Napoli”, disse il Cav. in piazza del Plebiscito, e a Palazzo Chigi stanno pensando, dicono, “alla location adatta” (come per gli spot del Martini, come per le foto dei matrimoni). Sarà il primo spettacolare gesto del nuovo governo, bellissima gita post insediamento con possibilità per tutti i ministri di fraternizzare in pullman, cantare canzoni, farsi scherzi telefonici da una stanza all’altra dell’hotel Vesuvio.

01 MAG 2008

Le facce da botulino, quelle che non si muovono

Botox horror picture show

Occhi spalancati, oppure un occhio spalancato e uno semichiuso, labbra bloccate in un ghigno, visi paralizzati in una espressione orgasmica standard, anche mentre si dorme. Sono le facce da botulino e sono fuori controllo: gonfie, lucide, identiche e senza età (ma non giovani, soltanto lisce). Meg Ryan è uguale a Nancy Brilli, Calista Flockhart è scambiabile con Emmanuelle Béart che a sua volta assomiglia a Eva Grimaldi, Nicole Kidman sembra Nina Moric, Sabrina Ferilli è perfettamente Cher, non c’è più nessuna differenza.

24 APR 2008

Solo tra donne ci si può odiare così grandiosamente

Julie Burchill contro Madonna, odio sublime tra due cinquantenni

"Tre cose, è meglio saperlo, saranno sempre con noi: i poveri, le tasse e Madonna”. Julie Burchill, scrittrice inglese ed editorialista di sinistra super scorretta, che abbandonò il Guardian per il Times accusando il Guardian di antisemitismo, poi disse che si prendeva un anno sabbatico perché aveva scoperto Dio, poi abbandonò il Times, infine spiegò che lasciava il giornalismo perché non aveva più bisogno di soldi (avendo scritto libri e una serie tivù e avendo anche venduto una casa), ha scelto ancora il Guardian per distruggere Madonna, il suo vecchio incubo.

23 APR 2008

Il terzo consiglio a W dal Foglio di oggi. Tra un'ora il prossimo

Girotondo sul carro del perdente/3

Ora che è stato sconfitto dalla realtà, Walter deve riprendersi il sogno. Quello di lui gran predicatore al centro del palco, quello in cui lui, solo, si mette accanto al film della storia, la racconta e la vince. Deve riprendersi tutte le megalomanie che gli hanno consigliato di abbandonare in finale di campagna elettorale: la bella politica, Kennedy, Craxi, Gandhi, Charlot, Robert Redford.

18 APR 2008

Dal Foglio del 17 aprile

Il Cav(o) telefonico

Sarà la legislatura del telefono, sarà un premier senza fili. Silvio Berlusconi, che in questi giorni post elezioni fa sfoggio di sé al mondo in forma di gioviale cornetta, adora telefonare, raccontare le chiamate ai potenti della terra, intervenire vocalmente in tutti i luoghi in cui si parla di lui (o anche d’altro). A Bruno Vespa ha fatto molti complimenti telefonici, l’altra sera a Porta a Porta, e mentre fingeva di non voler rivelare i nomi dei nuovi ministri, ha detto più o meno: “Non posso parlare, ma vi basti guardare la faccia del ministro La Russa per capire chi sarà il nuovo ministro della Difesa”.

17 APR 2008

La contorsionista

La futura seconda moglie di Vladimir Putin (focalizzare il premier russo nei momenti di relax, quando pesca in Siberia, senza maglietta, con pantaloni mimetici ascellari, piastrine militari sul petto, occhiali a specchio e in mano un feroce pesce di quattro centimetri) è una giovane ex ginnasta olimpica molto snodata, fa l’hula hoop con le gambe dietro la testa, la spaccata in aria, è una specie di contorsionista.

16 APR 2008

Lo sponsor sale e pepe

Insopportabile George

Sarah Larson, ex cameriera sexy non più cameriera ma sempre molto sexy, fa benissimo a scatenarsi alle feste in pose assurde senza il fidanzato (vero? di copertura?) George Clooney, perché è molto faticoso stare (per finta? per davvero?) con un uomo che si cala gli anni, fa battute a raffica e pretende che la gente rida, fa scherzi telefonici da dodicenne e se ne vanta, abbraccia nobili cause di grande riposo (per il Darfur ha venduto un bacio a 350 mila dollari, ma era un bacio senza lingua), gira una commedia sentimentale e vuole espiarla parlando non d’amore ma di Barack Obama.

11 APR 2008

“Amore bugie e calcetto”, la bella festa delle corna, del viagra e della vita

"Amore bugie e calcetto” è un film sui danni cardiaci del viagra e sulle piccole aziende in crisi. E’ la festa della vita che inizia e della famiglia che regge a qualunque casino, ma non si può dire. Si fa, perché è più bello guardare la vita, è più bello il terzo figlio proprio adesso che hanno accettato il secondo all’asilo nido e si poteva uscire dal tunnel, sono più belli lui (Claudio Bisio) e lei (Angela Finocchiaro) che a cinquant’anni si rimettono insieme, è più bello far nascere un bambino in mezzo al disastro e portarlo a vedere papà (almeno lui crede di esserlo e allora lo è) che gioca a calcetto.

09 APR 2008

Dal Foglio di oggi

Tutti al Rossi Bar

Vasco Rossi ringrazia il cielo e le chitarre ed entra superbamente nella mezza età, come una rockstar assennata (ma sempre molto molto sexy), come uno che, a differenza di Mick Jagger, sa che non ci si può vestire per sempre da Rolling Stones, sennò i figli fanno le facce: “Oh no, papà…”, e si vergognano. Vasco è meno sconvolto, è più d’amore. Anche se “è sempre quello che non si potrebbe che vorrei, ed è sempre quello che non si farebbe che farei”, come tutti, come sempre: ma com’è malinconico, adesso, sentirlo cantare da lui.

28 MAR 2008
  • 1
  • ...
  • 170
  • 171
  • 172
  • 173
  • 174
Il Foglio
  • Privacy Policy
  • Contatti
  • Pubblicità
  • FAQ - Domande e risposte
  • RSS
  • Termini di utilizzo
  • Change privacy settings
Torna All’inizio