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Lo scandalo del Cio in nome della sacrosanta verginità sportiva
Prima il Comitato olimpico internazionale ha vietato a un atleta ucraino di esibire sul casco i nomi dei compagni uccisi da Putin, poi non ha fatto osservare la regolare basilare secondo la quale nessun atleta debba godere di vantaggi particolari
E’ semplicemente scandaloso che il Comitato olimpico internazionale, il quale nel nome della sacrosanta verginità sportiva ha vietato a un atleta ucraino di esibire sul casco i nomi dei compagni uccisi da Putin, non faccia osservare la regola basilare secondo la quale nessun atleta debba godere di vantaggi particolari. Nel caso delle corse dei pattinatori, per dirne una, soltanto il solito ucraino ha goduto del privilegio di potersi allenare sul ghiaccio proprio dentro casa.