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Il "forse" di Luciano Violante, le Olimpiadi della pace e la strana coerenza di Niscemi
Dalle scelte indecise in base a dove sembra che tiri il vento fino alle tradizioni politiche mai messe in discussione. In mezzo il tentativo sempre pacifista di Papa Leone XIV
Non cambia mai. Luciano Violante si era espresso per il Sì al referendum. Avuta la sensazione che il No potesse vincere, ha chiesto uno spazietto sul Corriere per comunicare che lui è per il Forse.
Il Papa e la funzione delle Olimpiadi per la Pace. Che ove mai la parola di Cristo non arrivasse, vedi mai che ce la faccia quella del Coni.
Niscemi. Decenni a difesa dell’edilizia abusiva, decenni di guida del Comune, decenni ad attaccare il condono edilizio degli altri e a promuovere sottotraccia quello dei suoi. Poi capita una frana. E invece che mettere mano all’eredità dei nonni, ivi compresa la cartella dei debiti e delle colpe, la vispa teresa italo-svizzera che guida le ultime masse, sbraita contro i malvissuti che sarebbero causa del danno. Quelli da sempre di sinistra che: “mille volte meglio un colpevole in libertà di un innocente in galera” i quali, al momento opportuno, voteranno contro la riforma della giustizia, vedi mai si potesse evitare qualche innocente in più nelle galere. E’ che un vero antifascista democratico non sopporta di votare come la Meloni. Bello: siamo al trionfo della generazione Pagliarulo.
Ps. Aveva dato la sua parola a me personalmente, il direttor Cerasa, garantendo che al trentesimo del Foglio sarei stato al tavolo con la splendida Maria Teresa Meli e l’inarrivabile professor Lucio Colletti. Non s’è visto nessuno dei due.