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In Italia si parla di legge (ed è una novità)

Il diritto d’approdo, il diritto del confine e il diritto in Tunisia. Con il caso Sea Watch siamo tornati a parlare di cavilli e commi

2 Luglio 2019 alle 06:00

In Italia si parla di legge (ed è una novità)

La nave Sea Watch 3 (Foto presa dalla pagina Facebook di Sea Watch)

La legge dice questo, no, la legge dice questo, ma neanche per sogno, l’articolo 24 al capoverso 7 del paragrafo 3 recita così, per la verità cosà, però intende questo, in verità tutt’altro, e il diritto d’approdo, e il diritto del confine, e il diritto in Tunisia, mentre d’altronde quel comma in Olanda, e insomma non capitava da trent’anni di avvertire, nel paese del vaffanculo prima e poi vediamo, un così benemerito attaccamento alla forma della legge quando si tratta ‘stavolta, e poi sta tra l’altro sul tavolo da pranzo, della puzza che monta quando lo stronzo c’è.

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Commenti all'articolo

  • luigi.desa

    03 Luglio 2019 - 12:12

    Stringi stringi è tutta un pagliacciata con la nuova pulcella di Orleanz ( z come minimo).

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  • giantrombetta

    02 Luglio 2019 - 08:08

    Due notazioni, caro Andrea, inquietanti. A sinistra si continua a sostenere che bisogna affidarsi ai magistrati per risolvere i problemi politici. Eutanasia della politica per come l’abbiamo intesa fin da ragazzi. Un recente sondaggio ha registrato un altro passo in avanti della cultura dei manettari. Più o mano meta’ del popolo considera che per la societa’ sia meglio un innocente in galera che un colpevole in liberta’. Come a dire con quel tal magistrato che tutti siamo colpevoli di un qualche reato ancorché non ancora scovato da un procuratore e sanzionato da un giudice. Intercettate gente, intercettate!

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