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Quei giornalisti progressisti

Hanno il bollo sulla filigrana, quelli che si stanno strappando i capelli per le aberrazioni dei Salvini e dei Di Maio

27 Aprile 2019 alle 06:17

Giornali ai manettari

(foto di Jon S via Flickr)

Pensavi che non avessero un cuore? Che i cronisti giudiziari di giornaloni tipo Repubblica e Corriere, ma anche gli analisti politici degli stessi, ma anche i loro direttori, fossero antropofagi abituati da un quarto di secolo a ingurgitare le vite delle persone come paillard di vitella? Errore. Credevi che sempre quelli, nello stesso quarto di secolo, avessero educato gli italiani alla giustizia brevi manu, dove chi impugnava la pistola (pardon, il codice per concorso) aveva sempre ragione e l’accusato sempre torto? Si trattava di una falsa impressione. Ti vengono in mente mille nomi di persone massacrate da innocenti? O di altre mille fatte a pezzi perfino prima e oltre la colpevolezza? Cancella i nomi, ragionavi da prevenuto. Quei giornalisti hanno un cuore, sono più che civili, si stanno mostrando tabernacoli del diritto. E della compassione. Si sono sciolti in lacrime al monito severo di Mattarella sul decreto sicurezza: “Che il grave turbamento sia effettivo!”. Ecco, effettivo è quel che conta, dato che già di un turbamento semplice ce ne sarebbe d’avanzo. Mi pento e condivido: sono progressisti col bollo sulla filigrana, quei giornalisti che si stanno strappando i capelli per le aberrazioni dei Salvini e dei Di Maio: niente far west qui da noi, martellano splendidi e tutti in coro. Poi scendono di corsa nel poligono in tipografia.

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Commenti all'articolo

  • joepelikan

    28 Aprile 2019 - 00:12

    Bravo Marcenaro. Una chiosa: il dibattito sulla legittima difesa, inclusi i recenti "autorevoli" interventi, dimostrano quanto miserabile sia la cultura della libertà di questo Paese. Infatti o la difesa è legittima, o lo Stato dovrebbe essere in grado di garantire una protezione totale. Cosa né possibile né desiderabile. Ciò che non si capisce, proprio per il degrado culturale che attinge tutti i livelli, è che il bene infungibile tutelato dalla legittima difesa non è (solo) la vita o i beni, ma la libertà e la dignità dell'aggredito.

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  • verypeoplista

    verypeoplista

    27 Aprile 2019 - 16:04

    Un colpo al cerchio e uno alla botte: così, come nella maggioranza dei casi, vengono fuori le sciocchezze come il turbamento effettivo. Chissà se avrà avuto un turbamento effettivo l'uomo di 66 anni morto dopo giorni di bullismo di un manipolo di delinquenti giovanissimi che entravano e uscivano dalla sua abitazione; l'uomo era così alterato da non aprire neanche agli agenti che bussavano per portarlo in ospedale dove poi è morto. Al poveretto mancava solo una 38 special.

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