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Uova all’orzaiolo

Lanci ovicoli e propagande delittuose. I giornaloni corrono ai ripari per mantenere il punto

4 Agosto 2018 alle 06:24

Uova all’orzaiolo

Contrordine colleghi. L’uovo non era un uovo. Era un bruscolino quello sull’occhio di Daisy Osakue, l’atleta orgoglio della nazione colpita dal lancio ovicolo. Più che emergenza razzismo è emergenza renzismo nella diffusione della fake news ma tutti i più autorevoli giornali, e la Repubblica più autorevole tra tutti, corrono ai ripari per mantenere il punto.

 

Contrordine colleghi. Comincia Mario Calabresi e in riunione di redazione diffonde il seguente ordine di servizio. “La frase pubblicata su Repubblica: ‘Per controbattere la delittuosa propaganda salvinian-grillina, ogni bagnante di Capalbio provveda a creare un asino infantile battibaleno onde educare i millennial all’emergenza razzismo’, contiene un refuso e pertanto va letta “…provveda a creare un asilo infantile arcobaleno”.

 

Contrordine colleghi. Accoglienza cieca, pronta, assoluta. “La frase pubblicata sul Venerdì di Repubblica: ‘Nel caso si riscontrassero brogli o irregolarità durante il trasferimento degli amici immigrati dalle ong ai centri di smistamento mandate subito un cesso del giornale alla sede per le opportune verifiche’ contiene un imbarazzante refuso e pertanto va letta ‘…mandate subito un messo del giornale per le opportune verifiche”.

 

Contrordine colleghi. L’uovo non era di Salvini. “La frase pubblicata su Robinson, l’inserto culturale contiene un errore: ‘L’ufficio centrale di Repubblica esige dai suoi redattori e dai suoi collaboratori di essere sempre unti in maionese’ va invece lette ‘essere sempre uniti in ogni paese”.

 

Contrordine colleghi. Non solo uova. Fischi per fiaschi anche per l’organizzazione de La Repubblica delle idee con il povero Calabresi sudato e infarinato. “Contrordine compagno Marione, l’ufficio stampa del Quirinale comunica che il dispaccio: ‘Voi dovete agitare la pizza al mio indirizzo di saluto’ contiene un errore di trasmissione, e pertanto, va letto: ‘Voi dovete agitare la piazza al mio indirizzo di saluto”.

 

Contrordine colleghi. Uova all’orzaiolo. La guardia giurata di Largo Fochetti entra trafelato nell’ufficio di Marione Calabresi armato di sega e gli dice: “La frase pubblicata su Repubblica: ‘la sottoscrizione per l’emergenza razzismo ha bisogno di mezzo biliardo’ contiene un errore di stampa e pertanto va da voi letta: ‘…ha bisogno di mezzo miliardo”.

 

Contrordine colleghi. Perfino Tommy-Tommy Cerino all’anagrafe Cerno deve lasciare gli ozi parlamentari e correre in via Cristoforo Colombo, fare di corsa le scale e bloccare tutti i colleghi di Repubblica impegnati in una strana contorsione. “Contrordine, il mio ordine di styling ‘bisogna adoperarsi nella lotta al razzismo e introdurre il nostro giornale nelle suole’ contiene un refuso, e pertanto va letto ‘…introdurre il nostro giornale nelle scuole”.

  

Contrordine colleghi. Accoglienza cieca, pronta, assoluta. Tutti insalamati a Repubblica. “La frase dettata da Ezio Mauro e poi raccolta dai dimafonisti e dai centralinisti: ‘Appena entrerà dall’ingresso di Largo Fochetti Daisy Osakue, l’atleta orgoglio della nazione colpita dal lancio ovicolo tutti i redattori, tutti gli stagisti e le maestranze tutte devono legarsi in piedi in segno di omaggio’ è stata erroneamente trascritta e pertanto va letta: ‘…devono levarsi in piedi in segno di omaggio”.

 

Controdine colleghi. Uova strapazzate. “La frase nell’editoriale di Massimo Recalcati ‘per la campagna di lotta al razzismo, ogni lettore di Repubblica faccia opera di convinzione anche tra i micini di casa’ contiene un errore e pertanto va letta: ‘faccia propaganda anche tra i vicini di casa”.

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