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300 più Uno

Esce dalla torta l’imbucato Joe. Canta e soffietta, ma soprattutto teme i soliti nemici (vero, Irene?)

26 Maggio 2018 alle 06:00

300 più Uno

Urbano Cairo festeggia i 61 anni a Villa Necchi (foto LaPresse)

Cairo’s Birthday, l’evento degli eventi. La carica dei 300 e Uno. Urbano Cairo festeggia il suo compleanno a Villa Necchi Campiglio, patrimonio del Fai, a Milano e tra 300 invitati – i protagonisti della finanza, del giornalismo e dello sport – se ne aggiunge uno, l’imbucato degli imbucati, sbucato nel bel mezzo della cena, nel dehors, spaventando non poco gli illustri ospiti.

  

Cairo’s Birthday, l’evento degli eventi. La carica dei 300 e Uno. L’imbucato, infatti, esce dalla torta e spegne pure le candeline: “Come soffietto io, nessuno!”. Tale e quale Marylin, però con frangetta bianca da suora laica, l’imbucato canta anche la canzoncina. Gli invitati – alquanto frastornati – quasi quasi si spaventano: l’intruso, infatti, non fodera le gambette di nuda biacca con una gonnellina, bensì con inequivocabile impermeabile bianco che ne svela immediatamente (vero, Irene?) l’identità.

 

Cairo’s Birthday, l’evento degli eventi. 300 e Uno. Eccolo, è lui. Ed è subito Bau-7-tè! L’incredibile Joe Servegnini, scolpita la fausta data – 21 maggio – segnata altresì sui post-it appiccicati in ogni angolo della redazione, annotata anche nei bordi dei buoni taxi per le corse Milano-Crema nonché tatuata sulla viva carne, non poteva certo accettare di essere escluso dai 300 privilegiati e siccome non si sa se si nota di più l’andare, il restare o dirsi vadi Joe, vadi, è andato.

  

Cairo’s Birthday, l’evento degli eventi. 300 e Uno. C’era pure Sandro Mayer col gatto in testa. C’era Enrico Mentana arrivato con un aereo privato apposta (altro che buoni taxi!) dopo la Maratona col Quirinale. E c’era Diego Della Valle che – come Rockerduck – dopo aver fatto la guerra a Cairo per Rcs, non avendo cappelli da mangiarsi a ogni portata, ben quattro, inghiottiva tutti i suoi braccialetti perché gli ha triplicato il valore delle sue azioni (e adesso, ogni settimana, manda a Urbano una cassetta di champagne).

  

Cairo’s Birthday, l’evento degli eventi. 300 e Uno. “Potevo mancare proprio io?”. Così diceva Joe (vero, Irene?) disposto a tutto pur di esserci. Pure ad agire come la Strega della Bella Addormentata, pronto a lanciare la maledizione delle maledizioni: “Il Toro non andrà mai in Europa League, La7 non tornerà mai in utile e i tassisti porteranno la tratta Milano-Crema a 130,00 euro!”.

  

Cairo’s Birthday, l’evento degli eventi. 300 e Uno. Joe come Marylin esce dalla torta, soffietta sulle candeline, slaccia l’impermeabile, canta per Mr. President Cairo e il munifico Urbano – pur preoccupato che gli svolazzi di Servegnini danneggiassero la torta riducendo le porzioni per gli ospiti – fa buon viso all’imbucato facendo partire l’applauso.

   

Cairo’s Birthday, l’evento degli eventi. 300 e Uno. Non si può descrivere qui la commozione di Joe nel veder disegnarsi sul viso dell’amato presidente un sorriso. Se solo glielo avesse chiesto, in quel momento, avrebbe volentieri rinunciato (vero, Irene?) ai buoni taxi per la corsa Milano-Crema e anche alla fornitura di post-it, insomma: “Tutto per te, Urbano!”.

   

Cairo’s Birthday, l’evento degli eventi. 300 e Uno. Preso d’entusiasmo, Joe attacca un bottone a Cairo e già gli prospetta il compleanno del prossimo anno. Una festa da far impallidire i ludi e i circensi già consumati per il primo anno dell’Era Servegnini a 7 e gli sussurra: “L’unico ostacolo tra noi due è Lucianino. Ma che ci trovi nel ciociaro? Liberatene, e farò della Sala Albertini un bivacco di ultras del Toro”.

  

Cairo’s Birthday, l’evento degli eventi. 300 e Uno. Tra gli eletti invitati alla festa, in effetti c’era il direttore Fontana. C’era Barbara Stefanelli. E c’era anche l’asinello mascotte di via Solferino intento a brucare l’erba del prato – come da disposizioni del nuovo ordine grilloleghista – ma Joe, col cuore in gola, più di ogni altra cosa temeva di scorgere il temuto profilo di Massimo Gramellini o, peggio ancora, quello di Pier Luigi Vercesi, il suo predecessore alla direzione di Sette cui Cairo chiede scusa, perdono e pietà nei giorni pari (mentre nei dispari, l’editore, si dedica ai disperatissimi inserzionisti di 7, e sempre per chiedere scusa, perdono e pietà).

  

Cairo’s Birthday, l’evento degli eventi. 300 e Uno. Gramellini, fedele al dilemma di Nanni Moretti – mi si nota di più se vado o se non vado – non c’era. Neppure Lilli Gruber c’era. Assente anche Giuseppe Conte, il premier incaricato, nessuno aveva il suo numero di telefono, neppure Marco Damilano – tra gli invitati – ma Joe, sollevato (vero, Irene?), ce l’ha: “Ho il suo numero da sempre fin da quando, bambini, giocavamo insieme al telefono senza fili alla New York University”.

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