L'Amarone convince

Edoardo Narduzzi
E’ tempo di resa dei conti nelle banche venete portate al quasi default da gestioni manageriali da codice penale. Vincenzo Consoli, ex amministratore delegato di Veneto Banca, è finito in galera e anche per gli ex vertici della Banca Popolare di Vicenza le porte del carcere potrebbero essere dietro l’angolo.

E’ tempo di resa dei conti nelle banche venete portate al quasi default da gestioni manageriali da codice penale. Vincenzo Consoli, ex amministratore delegato di Veneto Banca, è finito in galera e anche per gli ex vertici della Banca Popolare di Vicenza le porte del carcere potrebbero essere dietro l’angolo. Banche venete ed enologia si incrociano da decenni. Il ras indiscusso della Popolare di Vicenza era Giovanni Zonin che per le sue aziende vinicole aveva ricevuto dalla banca da lui presieduta ben 48 milioni di mutui il 6 agosto 2015. Ed altri 50 nel 2014 ed altrettanti nel 2013. In un triennio la famiglia Zonin per i suoi interessi imprenditoriali nel vino e personali ha beneficiato di finanziamenti per 150 milioni dalla “sua” Popolare di Vicenza. Qualche conflitto di interesse?

 

Nel frattempo il Veneto del vino si gode il successo in Borsa dell’Agricola Masi quotata all’Aim da oltre un anno. La società capitalizza stabilmente 140 milioni e negli ultimi sei mesi il titolo è cresciuto di circa il 3 per cento. L’azienda storica dell’Amarone ha saputo dimostrare che anche le imprese del vino possono sbarcare in Borsa e fare bene per gli investitori. Ora, viste le sue dimensioni che ne fanno il titolo di maggior valore dell’Aim, è pronta anche per il passaggio al mercato più importante di Borsa italiana. L’investimento in vino in stagioni di elevata volatilità offre una doppia opzione agli investitori: in parte è un business immobiliare e in parte un’attività simile al fashion. Con una sola azione si può, quindi, diversificare e fare hedging allo stesso tempo.

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