una fogliata di libri
Hoepli liquidata perché l'Italia è finita
Se Milano è la città in cui si legge di più, la crisi della casa editrice si estende in tutta Italia. Il calo delle vendite è figlio di un atteggiamento diverso dei lettori nei confronti della scienza, pilastro del marchio: gli italiani si documentano sul web, nutrono sfiducia nella scienza, hanno perso l’attitudine allo studio e la curiosità della scoperta
La liquidazione della Hoepli – libreria e casa editrice – è un dramma culturale milanese e italiano dalle aggrovigliate concause. A colpo d’occhio, mi sembra che a Milano i lettori si dividano in due categorie: i deboli, che bazzicano grandi librerie generaliste (Feltrinelli, Mondadori, Rizzoli, concentrate attorno al Duomo), e i forti, che si affidano agli acquisti online o a librerie di quartiere molto battagliere e connotate. La libreria Hoepli, pur nel suo splendore, è rimasta forse incastrata nel tentativo di mantenere una metratura da rivendita generalista pur rivolgendosi a un target che ormai predilige ambienti più raccolti, confidenziali, imperniati sui consigli dei librai. Sotto questo aspetto, la recente centralizzazione della scelta dei titoli a scaffale, lamentata da alcuni commessi, si è rivelata un errore, benché non decisivo. Nel 2024 era stato addirittura salutato come un successo il caso che un riccone comprasse in blocco tutti i libri esposti in vetrina per arredare casa, atto contrario al senso stesso dell’editoria; colpisce inoltre vedere su Repubblica la foto di una manifestazione pro Hoepli in cui solo una decina di persone sventola sotto il portico rudimentali fogli A4 di protesta dinanzi all’insegna della storica libreria, con la O stampatella fulminata: flash mob meno tristi sono stati annunciati, ma hanno mai salvato un negozio?
Se Milano è la città in cui si legge di più, la crisi della casa editrice si estende nel resto d’Italia. Il calo delle vendite va ascritto al mutato atteggiamento patrio nei confronti della scienza, che da sempre costituisce il pilastro del marchio; a ragione Andrea Kerbaker, sul Corriere, ha definito il celeberrimo Manuale dell’ingegnere di Giuseppe Colombo (1877) “il bestseller dell’Italia unita”. Oggi, ingegneri o meno, gli italiani si documentano sul web, nutrono sfiducia nella scienza, hanno perso l’attitudine allo studio e, temo, la curiosità della scoperta. E’ definitivamente venuto meno l’entusiasmo conoscitivo che aveva caratterizzato l’unificazione della Penisola, dai primi congressi di scienziati allo sforzo congiunto verso il progresso tecnologico. La Hoepli viene liquidata perché l’Italia è finita.
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