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Una fogliata di libri

Il merlo irragionevole. Lettera dalle tre di notte

Marina Corradi

Straordinario il desiderio di un uccello che, nel buio di una notte di marzo, al primo invisibile alito di primavera, cerca una femmina. Per continuare la vita. Sacro, mi pare, il suo canto, in cui infine mi riaddormento

Mi sveglio nel cuore della notte. Guardo l’orologio: le tre in punto. Per ragioni che non comprendo da tutta la vita mi accade di svegliarmi, e non raramente, alle tre. Esattamente alle tre, non un minuto di più o di meno. E’ un’ora difficile. Troppo tardi o troppo presto per tutto. Il colmo della notte. Milano, attorno, silenziosa. In cucina, svogliata, apro il frigo. Poi mi affaccio al balcone: i semafori pulsano arancioni, a intermittenza, come il battito del cuore della città. Che assoluta solitudine. Per fortuna ci sono i gatti. Sono vicini sul divano, come intenti a un’assemblea. Alzano gli occhi, luminosi nel buio: li ho disturbati. “Cosa fai in giro?” sembrano dire. “La casa è nostra, a quest’ora”. Li lascio al loro caucus. (Chissà di che discutono i gatti, alle tre).

 

Apro il web sullo smartphone. Prima immagine, sopra Teheran un cielo purpureo. Hanno bombardato le raffinerie. Che spaventevole cielo: uno tsunami di fuoco che lambisce avido la città. L’Apocalisse, cos’altro? Chiudo il web. Troppo tardi. Quel fuoco mi è rimasto nella bocca dello stomaco. Torno a letto, allungo la mano al Tavor sul comodino. Spengo la luce: le quattro. Ma in cortile qualcuno si è svegliato: un merlo, che comincia a cantare, forte, melodioso. E’ l’inizio di marzo, fa freddo ancora, l’alba è lontana. E’ irragionevole, questo merlo. Ma lui insiste, non scoraggiato dal silenzio che lo circonda. Un merlo dissennato, penso. Poi mi ricordo di un servizio su una gran secca del Po, a giugno, anni fa. Un vecchio barcaiolo mi aveva condotto sul fiume, verso Cremona, e mi aveva mostrato le lanche dove c’era ancora acqua, e gli animali si rifugiavano. Assordanti, gli uccelli nella lanca. “Sono i maschi – mi disse il vecchio – che cercano una compagna”.

 

E dunque anche questo merlo nel buio, al primo invisibile alito di primavera, cerca una femmina. Per continuare la vita. Straordinario il desiderio di un merlo, in una notte di marzo. Sacro, mi pare, il suo canto – in cui infine mi riaddormento.

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