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Una fogliata di libri - overbooking

L'antidoto perfetto all'editoria didascalica

Antonio Gurrado

In un mondo pieno di libri con l'implicito assunto didascalico e dunque liberticida per l'infanzia, "Mangia che ti mangio" di Iela Mari dice che è inutile porsi problemi etici perché è così e basta, tutti hanno ragione e torto, tutti vincono a un certo punto e perdono alla fine

I limiti del mio pensiero sono i limiti del mio mondo: non avendo bambini, non ho opinioni specifiche sui libri per bambini, perciò non mi esprimo e cerco di tenermi alla larga da entrambi. Mi terrorizza l’implicito assunto didascalico, moralistico e dunque liberticida di molti libri per l’infanzia; se scorro le classifiche dei più venduti nel settore, trovo titoli che vogliono insegnare i sentimenti, insegnare l’autostima, insegnare a sognare, insegnare i fatti della vita, insegnare gli eventi storici, insegnare i principii fisici, insegnare la legalità, insegnare (cito testualmente) i valori fondamentali. Non sorprende che, una volta cresciuti, gli ex bambini smettano di leggere, oppure che, quando continuano a farlo, pretendano che la lettura insegni loro a vivere, mandando quindi in classifica libri su come cucinare, come dimagrire, come amarsi, come votare, come curarsi, come vestirsi, come essere felici, addirittura come leggere.

 

Luminosa eccezione è un libro per bambini che funge anche da oggetto di collezionismo per adulti: Mangia che ti mangio di Iela Mari (Babalibri, 32 pp., 11,5 euro). Pubblicato originariamente nel 1980 per la Emme Edizioni di Rosellina Archinto, è uno di quei libri senza inizio né fine che l’autrice aveva progettato col marito Enzo. Si tratta di una catena di animali la cui metà anteriore mangia la metà posteriore del successivo, fino a che l’ultimo non mangia il primo e il giro ricomincia; purtroppo, l’edizione Babalibri non ha, a differenza di quella originale, una rilegatura ad anelli che consenta di tenere il libro aperto in verticale disponendo le pagine in circolo per cogliere l’intero gioco a colpo d’occhio. Mangia che ti mangio è l’antidoto perfetto all’editoria didascalica per grandi e piccini; costituisce una lettura oltremodo rilassante per chi non ne può più della solfa sull’impatto ambientale, sulla pace, sulla suddivisione del mondo in buoni e cattivi. Senza bisogno di nemmeno una parola, dice che è inutile porsi problemi etici perché è così e basta, tutti mangiano e vengono mangiati, tutti hanno ragione e torto, tutti vincono a un certo punto e perdono alla fine. E’ il libro per bambini perfetto per gli adulti di oggi.

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