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Una fogliata di libri
E se "loro" fossero già qui? Lettera da un'inquietudine
Se gli alieni ci sono e sono abbastanza evoluti da arrivare fin qui, è probabile che ci sterminino subito. A meno che abbiano un’etica, diciamo così, umanista? Ma l'icononografia cinematografica rende difficile crederlo
Al momento in cui scrivo non so se davvero Trump abbia rivelato tutto ciò che sa sugli Ufo, come aveva annunciato venerdì 20 febbraio. Forse lo ha fatto, o forse l’abolizione dei suoi dazi lo ha mandato in bestia. Ciò che non capisco è la tempistica: ha appena invaso il Venezuela, la guerra in Ucraina continua, minaccia di attaccare l’Iran, e un giorno si sveglia e annuncia tutta la verità sugli alieni. Che sia per distrarre da Epstein? O è l’ultimo guizzo di un bipolare in costante fase maniacale?
Comunque un bel mattino, fatta colazione, il presidente degli Stati Uniti pensa sia giunta ora di fare chiarezza, su questi benedetti marziani. Come se non fossimo già dentro un casino globale. Non mi sentirei di escludere che esistano altre vite, nell’immensità dell’Universo. Ciò che non comprendo è quest’ansia di avvistarli, gli alieni. Se ci sono, e sono abbastanza evoluti da arrivare fin qui, è probabile che ci sterminino subito. A meno che abbiano un’etica, diciamo così, umanista? L’iconografia cinematografica rende difficile crederlo: lucertoloni o subdoli cloni di cui non fidarsi, in ogni caso niente di buono. Insomma, anche i marziani ora, no. Non sembra proprio il momento.
A meno che “loro” non siano già tra noi. Come dicevo a un mio collega anni fa, in una delle redazioni della mia vita professionale, un misterioso visitatore con gli occhi di ghiaccio. Aveva chiesto appuntamento al mio vicino di scrivania ed era salito, un uomo distinto e calmo, i capelli grigi e una valigetta. Io, ero proprio seduta accanto. “Rettiliani”, chiamava gli alieni lo sconosciuto, e giurava che sono già qui, del tutto simili a noi –“come lei certo ben sa”, aggiungeva con un sorriso al mio collega. Quanto a me, mi ricordai che dovevo fare subito la spesa all’Esselunga – quel tipo aveva la faccia di uno che a contraddirlo tira fuori la pistola. A pranzo chiesi al mio collega cos’era, quella storia. Fu evasivo, cambiò subito discorso. Anche lui, a ripensarci, come il visitatore aveva occhi freddi e chiari.