una fogliata di libri
Gli amanti di Franz K.
La recensione del libro di Burhan Sönmez edito da Nottetempo, 150 pp., 16,50 euro
Esistono delitti passionali, certo, ma cosa succede se l’amore che spinge a uccidere non è rivolto a una persona della propria vita, ma a un famoso autore della letteratura?
Siamo a Berlino Ovest nel 1968 e Ferdy Kaplan – che condivide le iniziali del suo amato Franz Kafka – viene incriminato per omicidio dopo aver sparato in strada, uccidendo un giovane studente e ferendo un passante anziano. Questo l’antefatto che precede l’inizio del nuovo romanzo di Burhan Sönmez, narratore turco riconosciuto oramai come una delle rivelazioni del panorama letterario contemporaneo.
Il processo (già di kafkiana memoria) che segue l’omicidio tuttavia fin da subito assume contorni vaghi e complessi, le piste degli inquirenti e del commissario Müller non riescono a spiegare il movente. Che relazione c’è tra Kaplan e lo studente ucciso? Qual è il movente? Che tipo di organizzazione sta dietro l’assassino?
Nel frattempo il protagonista rivela di sé tanto una pacata sicurezza quanto un acume e un pensiero profondissimi, ribaltando il tavolo dell’accusa e iniziando a guidare lui stesso in prima persona momenti del processo. Si scoprirà così che il vero bersaglio non era lo studente, ma l’anziano ferito, Max Brod amico fraterno di Kafka. Come tutti gli studiosi di Kafka sanno, l’autore praghese chiese a Brod di bruciare i manoscritti delle sue opere, cosa che chiaramente non avvenne. Kaplan, fanatico kafkiano e personaggio morale, imputa a Brod un tradimento nei confronti dell’amico e per questo ha tentato di ucciderlo.
Da questa rivelazione, che risolve parte della trama, si spalanca però un labirinto di specchi nel quale Sönmez riversa tutta la sua maestria di narratore: mentre rende omaggio alle tematiche kafkiane di incertezza, labirinticità, inconclusione, l’autore turco è in grado di costruire un romanzo insieme originale, scorrevole e di profonda meditazione sul senso della letteratura, dell’amicizia, del dovere e, ultimo e non ultimo, dei luoghi.
La dimensione per così dire cartografica del testo compare infatti in una cornice che accompagna invece sezioni interamente dialogiche (quasi teatrali) dedicate ai momenti di processo e interrogatorio. Si scopre così la storia d’amore che Ferdy intesse con Amalya in una geografia fatta di abbandoni, ritorni, passione e nostalgia, tra Parigi, Istanbul e Berlino. Un romanzo, quello di Sönmez, che come sempre riesce a mettere in luce il diorama della vita umana, dove contano i nomi, i luoghi, le identità, le storie e l’immaginazione.
Burhan Sönmez
Gli amanti di Franz K.
Nottetempo, 150 pp., 16,50 euro
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