una fogliata di libri

Il mare infetto

Alessandro Mantovani

La recensione del libro di Kim Bo-young edito da ADD Editore, 144 pp., 18 euro 

E’ attraverso l’uso del genere che la letteratura della Corea del Sud sta mostrando all’occidente il suo modo di interpretare il reale. Utopie, distopie, fantascienza e molto altro sono gli ingredienti di una letteratura vivida e brillante che in Italia ha trovato i propri spazi grazie alla collana Asia di ADD editore, la quale ha importato e tradotto alcuni tra i testi più recenti e iconici di tale tendenza culturale, peraltro già nota al grande pubblico attraverso fenomeni di massa come la ormai celebre serie Netflix “Squid game”. 
E’ in questa cornice editoriale che si contestualizza l’apertura della collana al genere horror con tre nuovi titoli usciti alla fine di ottobre. Tra questi, singolare e ben riuscito per tenuta, ritmo e brevità è "Il mare infetto" di Kim Bo-Young, autrice notissima in Corea, lodata da Bon Joon-ho (regista del film “Parasite”) e contributor alla scrittura di un’altra nota distopia, “Snowpiercer”.
Nel romanzo, Bo-Young immagina che un piccolo villaggio del Mare dell’Est, Haewon, sia vittima di un misterioso morbo in seguito a un devastante terremoto a largo della costa. Il terremoto avrebbe provocato un’eruzione sottomarina, i cui detriti si addensano al punto da formare un’isola a sufficiente distanza dal lido del villaggio da trasformare il tratto di mare in una palude marcescente. E’ questo fenomeno naturale a causare, si dice, la diffusione di un batterio che trasforma gli esseri umani in ibridi deformi, una sorta di anfibi puzzolenti a metà tra uomini e creature marine. 
In questa cornice il testo segue la vicenda di Seo Mu-yeong, in visita turistica al villaggio nel momento dell’eruzione e che lì è rimasta intrappolata diventando una sorta di agente di polizia per il contenimento degli infetti.
Diversamente da altri racconti del genere, nel romanzo di Bo-Young malati e sani condividono gli stessi ambienti, cercando di regolare un nuovo tipo di vita comune laddove le strutture dello stato si sono rese assenti, ritenendo troppo dispendioso gestire la faccenda e limitandosi a isolare il territorio. Anche questo equilibrio precario, tuttavia, verrà meno e le pagine del romanzo sveleranno quanto di più inaspettato sulle cause del morbo, rovesciando in parte anche i ruoli del bene e del male tipici del genere.
In un testo scattante e fervido per immaginazione, l’autrice segue le orme dei grandi maestri del genere – uno su tutti H.P. Lovecraft – mescolando i modelli letterari a quelli cinematografici e seriali con un risultato tutt’altro che scontato.

   

Kim Bo-young
Il mare infetto
ADD Editore, 144 pp., 18 euro 

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