Una Fogliata di libri

Il destino di Mary Rose

Gaia Montanaro

La recensione del libro di Caroline Blackwood edito da Gramma Feltrinelli, 288 pp., 15,20 euro

Il destino della piccola Mary Rose è indissolubilmente legato a quello Maureen Sutton. Entrambe bambine in una remota cittadina del Kent, Maureen scompare una mattina dalle case popolari senza farvi più ritorno. E la sua assenza si insinua come una presenza stabile nella famiglia di Mary Rose, diventandone il punto di deflagrazione interna. Mary Rose è figlia di una madre algida e apprensiva – Cressida – donna totalmente devota alla bambina, dall’umore instabile e fragile. Una volta al mese il marito di Cressida, Rowan, va a trovare la moglie e la figlia. Per il resto del tempo vive a Londra dove da anni ha un’amante, Gloria, anche se il suo primo amore e ciò a cui è più devoto è il suo lavoro di storico. Ha sposato Cressida dopo aver avuto con lei un rapporto occasionale da cui la donna è rimasta incinta di Mary Rose ma tra i coniugi non c’è mai stato nulla che somigliasse a una vaga forma d’amore. Cressida vive abnegata e servizievole, mostra zelo verso Rowan quando è presente ma si disinteressa totalmente alla sua esistenza nei lunghi periodi di assenza. Rowan è un bevitore incallito che si destreggia tra varie infelicità esistenziali, non da ultima quella di non provare nessun tipo di sincero affetto verso la figlia. Quando però scompare Maureen, le storture sopite nella famiglia di Mary Rose vengono in superficie. “Era morta già prima che venissi a sapere della sua esistenza. Quando l’appresi, la notizia che era scomparsa destò in me pochissimo interesse; neanche per un attimo avrei immaginato con quale rapidità sarebbe diventata quasi parte della mia famiglia, quante volte mi sarei sorpreso a pensare che mi era più figlia lei della piccola, smunta e malaticcia Mary Rose”. Tutto il racconto passa dalla voce di Rowan, l’unica che sembra contare nella storia sebbene la narrazione abbia il suo fulcro soprattutto in Cressida, nella sua involuzione – o meglio, nel suo disvelare un’essenza sinistra e perturbante. Una donna dalla violenza sopita, come quella che si nasconde spesso nelle vite apparentemente troppo controllate in cui si insinua un elemento imprevisto che diventa ingestibile. La paura della donna di poter perdere Mary Rose, di percepirne la vulnerabilità difronte al mondo e la cagionevolezza insita, rende Cressida potenzialmente capace di qualsiasi atto. Nel suo sentirsi profondamente sola e abbandonata a sé stessa, in una piccola realtà in cui non viene conosciuta da nessuno. Tutto si incrina e precipita inesorabilmente. E nessuno, anche solo dagli effetti collaterali, potrà rimanere indenne.

    

Caroline Blackwood
Il destino di Mary Rose
Gramma Feltrinelli, 288 pp., 15,20 euro

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