Una Fogliata di libri

Twist

Mariangela Cofone

La recensione del libro di Colum McCann edito da Feltrinelli, 256 pp., 20 euro

Gli uomini vivono, muoiono o vanno per mare. Naufraghi delle proprie esistenze che una ferita spinge lontano, per dare la caccia a qualcosa. Forse a se stessi. Perché prendere il mare, alla fine, è solo il desiderio di tornare a casa.

Così il giornalista irlandese Anthony Fennell parte alla ricerca di una storia nascosta nelle profondità dell’oceano: quella dei cavi sottomarini attraverso cui viaggia la comunicazione globale. A Città del Capo si imbarca sulla Georges Lecointe, nave specializzata nella loro riparazione, guidata dall’enigmatico ingegnere e apneista John Conway. Durante la traversata lungo la costa occidentale dell’Africa, mentre i cavi vengono recuperati dagli abissi e riparati, riaffiorano con essi i drammi interiori di Anthony. Ma c’è altro che l’oceano restituisce: oggetti, sporcizia, scarti delle nostre miserie quotidiane.

Quando la missione si incrina, Conway viene travolto da una tragedia personale e scompare. Fennell ne segue le tracce, tentando di ricostruire la parte di storia che manca. La verità resta però sfuggente: solo l’invenzione può catturarne un riflesso e permettere di accettare il mistero che tiene unite le cose.

Dieci metri, trenta, cinquanta. E ancora giù, verso l’abisso. Qualcosa tende al basso in Twist di Colum McCann: una stratificazione narrativa ci conduce nelle nostre zone di tenebra. Quando ciò che si rompe giace nel profondo, bisogna scendere in quell’oscurità per ripararlo e diventare tutt’uno con il silenzio, perché “non conosci davvero il buio finché non ci arrivi”. I cavi possono essere ricollegati, ma i legami umani sono diversi: se non ci prendiamo cura della nostra felicità, questa si spezza. Il passato non si può riscrivere, si può rimediare. A volte. Le operazioni sottomarine sono realtà e metafora del tentativo di rimettere insieme ciò che si è rotto: il nostro mondo interiore ed esterno, entrambi bisognosi di riparazione.

Legami, fratture. Linee interrotte, visibili e invisibili. Twist intreccia tecnologia, disordine globale ed emergenza ambientale, lasciando emergere una domanda: come restare umani dentro questo non senso? Se ogni cosa è destinata a spezzarsi, e non tutto può essere aggiustato, ciò che conta è provarci: credere, come Anthony, che una riparazione sia possibile. Che attraverso l’immaginazione anche l’invisibile possa accadere. Perché, come scrive Oscar Wilde, “siamo tutti nel fango, ma alcuni di noi guardano le stelle”.

    

Colum McCann
Twist
Feltrinelli, 256 pp., 20 euro

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