Una Fogliata di libri
Il libro di tutti gli amori
La recensione del libro di Agustín Fernández Mallo edito da Utopia, 184 pp., 19 euro
Ci lamentiamo di quelle trovate commerciali che accostano libri diversi appiattendone la complessità (se ti piace Tizio, adorerai Caio), ma poi lo facciamo tutti, consigliamo libri che ci fanno pensare ad altri libri, e anche così componiamo i nostri atlanti di lettrici e lettori. "Il libro di tutti gli amori" di Augustín Fernández Mallo, tradotto da Silvia Lavina, risuona con echi diversi eppure sfugge agli incasellamenti. E’ un libro sull’amore, un’indagine quasi enciclopedica dei suoi movimenti, che richiama "Frammenti di un discorso amoroso" di Barthes (e il documentario “Frammenti di un percorso amoroso” di Chloe Barreau). Ma è anche un romanzo dall’ambientazione distopica: una coppia di amanti vive in una valle remota, unici superstiti di un misterioso evento apocalittico, “il Grande Black out”. I loro dialoghi – ermetici, ieratici, Mallo è poeta –, sondano l’amore loro e dell’umanità intera, anche perché sono gli unici sopravvissuti. Si compenetrano fino a scambiarsi di sesso. Questi frammenti di dialogo (quelli di Barthes erano frammenti di monologo) si alternano a micro dissertazioni filosofiche e saggistiche sull’amore, in cui entrano cultura, storia, critica al capitalismo, scienza – Mallo è un fisico e inoltre il fondatore della corrente d’avanguardia del gruppo Nocilla: è uno che fa gli esperimenti. Ognuno di questi frammenti sperimentali è intitolato a un tipo di amore: “Amore apofenia”, “Amore cristallizzato”, “Amore antropocene”, “Amore onnipresenza”, ecc. Su questo si innesta un ulteriore livello narrativo, più classico: il racconto del mondo prima, dove i personaggi, una scrittrice che sta lavorando a un libro sull’amore (l’autrice dei frammenti?) e suo marito, un latinista, si muovono per Venezia. Il racconto è popolato da immagini oniriche, magiche: la Leoparda protettrice del Monte Toubkal sull’Atlante, la camicia bianca doppelgänger della camicia nera dell’amante di un fascista, le biciclette dei rider accatastate fuori dei Giardini della Biennale, una sfera di vinile calda come un corpo che contiene infiniti dischi e tutti i suoni del mondo. L’apocalisse inizia con una bolla misteriosa di assenza di suoni e odori al centro di piazza San Marco, che rende tutti ciechi. E’ un’apocalisse diluita nei canali mefitici e seducenti di Venezia, circondata dalla stessa acqua da cui il mondo rinasce, per mezzo dell’amore liquido. “Se esistesse un giudizio finale, non potrebbe che gestirlo l’unica cosa veramente finale che conosciamo: l’amore. L’amore sarebbe il testimone, il pubblico ministero, l’avvocato difensore, l’imputato e il giudice. Se si osserva attentamente, è evidente che in ogni rottura amorosa gli amanti mettono in scena proprio quel genere di spettacolo: la commedia del giudizio (Amore giudizio finale).
Agustín Fernández Mallo
Il libro di tutti gli amori
Utopia, 184 pp., 19 euro
Una Fogliata di libri
Gli indegni
Una Fogliata di libri